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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 03236/2026 del 26/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Alemanno ha proposto ricorso straordinario ex art. 625-bis cod. proc. pen. per chiedere la correzione di un presunto errore di fatto nella sentenza della Prima Sezione penale che aveva rigettato la sua istanza di revoca parziale della condanna. La sua doglianza è che, dopo l'abrogazione dell'abuso d'ufficio (legge 9 agosto 2024, n. 114) e l'entrata in vigore dell'art. 314-bis cod. pen., la condotta materialmente posta in essere non sarebbe più penalmente rilevante e non potrebbe essere sussunta nell'art. 314-bis; dunque la condanna per traffico di influenze illecite (art. 346-bis) non dovrebbe reggere nella nuova configurazione normativa. In sostanza contestava la sussunzione della violazione del criterio temporale dei pagamenti come "indebita destinazione" ai sensi dell'art. 314-bis.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che non si trattasse di un errore di fatto (svista percettiva) ma di un errore di interpretazione/giudizio sull'applicazione dell'art. 314-bis e sul rapporto tra quest'ultimo e l'art. 346-bis, tipologie escluse dal rimedio straordinario di cui all'art. 625-bis. La Corte ha richiamato la giurisprudenza che limita il ricorso straordinario agli errori percettivi decisivi e ha rilevato che i giudici di merito e la precedente decisione di questa Corte avevano già accertato la finalità illecita della mediazione (favorire le cooperative) e la violazione delle regole di pagamento della P.A. Conseguentemente il rigetto dell'istanza è stato confermato e Alemanno è stato condannato alle spese del procedimento.

Norme richiamate

  • art. 625-bis cod. proc. pen.

    Disciplina il ricorso straordinario per la correzione di errore di fatto: applicabile solo a svisti percettivi interni al giudizio di legittimità e non agli errori di interpretazione di norme o a valutazioni giurisdizionali.

  • art. 346-bis cod. pen.

    Norma sul traffico di influenze illecite: la Corte ha ritenuto che la mediazione finalizzata a procurare un vantaggio indebito, anche tramite l'induzione a compiere atti contrari ai doveri d'ufficio, rimanga perseguibile nella forma prevista dal terzo comma e che la fattispecie venga ancorata alla finalità illecita della mediazione.

  • art. 314-bis cod. pen.

    "azione del funzionario pubblico... tesa ad impegnare o erogare fondi o ad appropriarsi di beni o utilizzarli per uno scopo in ogni modo diverso da quello per essi previsto"

    Introdotto per punire l'"indebita destinazione" di beni da parte del pubblico agente; la Corte ha ritenuto possibile ricondurre alla norma la condotta consistente nel disporre pagamenti in violazione di regole formali di priorità temporale se ricorre l'intento di destinare risorse a fini diversi o di procurare un ingiusto vantaggio patrimoniale.

  • legge 9 agosto 2024, n. 114

    Ha abrogato il reato di abuso d'ufficio; la Corte ha però osservato che l'abrogazione non cancella automaticamente la rilevanza penale di condotte che possono essere ricondotte a nuove fattispecie (es. art. 314-bis) o a traffico di influenze, quando ne sussistano gli elementi.

  • art. 323 cod. pen.

    Norma richiamata nel testo storico (riferimento alle condotte distrattive): la Corte segnala che alcune condotte tradizionalmente ricondotte all'abuso d'ufficio sono state contemplate dalle successive modifiche normative e dalla nuova fattispecie di cui all'art. 314-bis.

  • Direttiva UE 2017/1371 (Direttiva PIF), art. 4, par. 3

    "ai fini della presente direttiva, s’intende per appropriazione indebita l’azione del funzionario pubblico, incaricato direttamente o indirettamente della gestione di fondi o beni, tesa ad impegnare o erogare fondi o ad appropriarsi di beni o utilizzarli per uno scopo in ogni modo diverso da quello per essi previsto, che leda gli interessi finanziari dell’Unione"

    La fonte europea ha indotto l'introduzione di norme penali interne (art. 314-bis) per adeguare la tutela contro appropriazioni indebite e indebite destinazioni di risorse; la Corte ha richiamato tale finalità integrativa nell'interpretazione della nuova fattispecie.

  • Sez. U. giurisprudenza (es. Sent. Nunziata, Corsini, Moroni, Basile)

    Richiamate per definire i limiti del ricorso ex art. 625-bis: esso è ammesso solo per errori percettivi decisivi e non per errori di interpretazione delle norme o per valutazioni giurisdizionali.

Massime di principio

  • Il ricorso straordinario ex art. 625-bis è rimedio eccezionale riservato a errori di fatto percettivi e decisivi: non è idoneo a correggere interpretazioni della legge o valutazioni giurisdizionali.
  • La modifica o abrogazione di una fattispecie penale non elimina automaticamente la rilevanza penale di una condotta se essa può essere ricondotta, per fatti e finalità, ad altra disposizione vigente (es. nuova fattispecie introdotta per attuare obblighi UE).
  • Per ritenere integrata l'indebita destinazione (art. 314-bis) è necessario accertare più della mera anticipazione o diversa sequenza di pagamenti: serve la destinazione intenzionale delle risorse a fini diversi da quelli previsti o l'effettiva procurazione di un ingiusto vantaggio patrimoniale.
  • Le contestazioni che implichino una rivalutazione delle regole di settore o della motivazione già divenuta definitiva (giudicato) devono essere proposte con gli strumenti ordinari di impugnazione nei termini e modi previsti, non con il ricorso straordinario per errore di fatto.
  • Nelle ipotesi di reati con elementi fattuali e finalistici (es. mediazione illecita), la qualificazione penale dipende dalla prova della finalità illecita e del nesso causale tra mediazione e atto contrario ai doveri d'ufficio; l'assenza di accertamento probatorio in tal senso è questione di merito non sanabile con il rimedio straordinario.

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