Cassazione Penale, Sentenza n. 8124/2024 del 23/02/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Sequestro preventivo, in via diretta, dei saldi attivi e per equivalente per euro 994.388,57 contestato a Toteda nell'ambito di un'indagine per associazione a delinquere, truffa ai danni del Servizio Sanitario Nazionale e falso ideologico, per la presunta predisposizione di false ricette mediche e la successiva spesatura illecita. Il ricorso contestava la mancanza di motivazione sul periculum in mora dopo la sentenza rescindente, la errata quantificazione e identificazione del profitto rispetto al danno, e la mancata distinzione del profitto tra i concorrenti; si evidenziava inoltre che vari argomenti usati dal Tribunale erano generici o riferiti ad altri coindagati e che non erano state compiute indagini patrimoniali specifiche su Toteda.
La decisione
La Corte ha accolto il ricorso, ritenendolo fondato. Ha annullato l'ordinanza impugnata e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio al Tribunale competente. La Corte ha ritenuto che la motivazione del Tribunale di Cosenza sul periculum in mora fosse apparente e insufficiente perché basata su elementi generici, sulla condotta illecita in generale e su collegamenti con coindagati non direttamente riconducibili a Toteda. Ha inoltre censurato la motivazione assertiva circa l'identificazione e la quantificazione del profitto del ricorrente e la sua equiparazione al danno subito dal SSN, disponendo che in sede di rinvio il Tribunale debba riconsiderare e motivare specificamente sia il pericolo di dispersione sia la quantificazione del danno e del profitto attribuibile a Toteda. Sono invece stati ritenuti infondati i rilievi relativi all'apprensione di somme confluite dopo l'esecuzione del sequestro e alla possibilità di sequestrare l'intero importo anche nei confronti di uno dei concorrenti in un reato di concorso, secondo orientamenti consolidati.
Norme richiamate
art. 240 cod. pen.
Norma sul sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta del profitto del reato; la Corte ricorda che per applicarla il periculum in mora deve essere adeguatamente motivato e non ricavabile automaticamente dal fumus del reato
Sez. U, n. 36959 del 24/06/2021 (Ellade)
Principio secondo cui non può esistere un automatismo che presuma in re ipsa il periculum in mora quando il sequestro è funzionale alla confisca obbligatoria; occorre motivazione specifica per evitare ingiustificate intromissioni nei diritti fondamentali
Sez. U, n. 42415 del 27/05/2021
Interpretazione della natura della confisca per equivalente e della pertinenzialità tra reato e incremento monetario, rilevando l'irrilevanza della materiale composizione della disponibilità in denaro rispetto all'oggetto della confisca
Sez. 3, n. 44874 del 11/10/2022 (Fricano)
Indicazione che il periculum in mora può emergere da elementi oggettivi relativi ai beni o da elementi soggettivi sul comportamento dell'onerato, ma che la motivazione deve spiegare perché sia necessaria l'anticipazione dell'effetto ablativo
Sez. 3, n. 41589 del 16/05/2023
Conferma che, nel sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta, è legittima anche l'apprensione di somme pervenute sul conto dopo l'esecuzione della misura, rilevando il criterio del valore equivalente
Sez. 2, n. 20976 del 22/02/2012
Richiamo alla mancanza di definizione legislativa delle nozioni di profitto e provento del reato e alla necessità di determinarne il significato e l'ammontare in relazione al delitto specifico
Sez. 2, n. 22073 del 17/03/2023
Orientamento secondo il quale, nel reato di truffa aggravata ai danni dello Stato, il sequestro preventivo può essere eseguito per l'intero importo del profitto anche nei confronti di un singolo concorrente, restando poi l'eventuale riparto come fatto interno tra i concorrenti
Massime di principio
- Il periculum in mora per un sequestro finalizzato alla confisca non può essere dedotto in modo automatico dal fumus del reato: la motivazione deve indicare elementi concreti e specifici che giustifichino il rischio attuale di dispersione del patrimonio dell'indagato
- Non è sufficiente richiamare la gravità o l'estensione del reato o i comportamenti di altri coindagati per provare il pericolo di dispersione relativo a un singolo indagato; la relazione causale tra il rischio di dispersione e il patrimonio del singolo deve essere comprovata
- La quantificazione del profitto e la sua distinzione rispetto al danno sono questioni essenziali: il giudice deve motivare come ha determinato l'ammontare del profitto attribuito al singolo e come questo si rapporta al danno complessivo
- L'apprensione di somme confluite dopo l'effettiva esecuzione del sequestro è ammessa nel sequestro finalizzato alla confisca per equivalente, poiché l'oggetto è il valore da confiscare, non la specifica composizione materiale delle disponibilità finanziarie
- La possibilità di sequestrare l'intero importo di profitto anche nei confronti di un singolo concorrente è consolidata, ma ciò non esclude l'obbligo di valutazioni e motivazioni individuali quanto alla misura effettiva del profitto attribuibile
- Il principio di proporzionalità impone che le misure ablative preventive non incidano ingiustificatamente sui diritti fondamentali: la motivazione deve spiegare perché l'anticipazione dell'effetto ablativo sia necessaria e proporzionata
- In casi simili conviene che la difesa richieda espressamente indagini patrimoniali mirate e la specifica indicazione degli elementi dai quali il giudice desume il nesso tra i beni oggetto di sequestro e il profitto contestato
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