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Sentenza

Sentenza n. 1312/2026 - Salerno, Sezione 2

Giustizia amministrativa202601112

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio formatosi sull'istanza volta alla ricognizione catastale dell'area ceduta e all'esecuzione di una convenzione urbanistica

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ricorrente ha impugnato il silenzio inadempimento del Comune di Pagani sull'istanza del 30 aprile 2026, con cui aveva chiesto l'adozione degli atti necessari alla positiva definizione della ricognizione catastale dell'area ceduta, oppure la piena esecuzione della convenzione del 30 settembre 2005. La convenzione riguardava l'assegnazione e il trasferimento di un'area PIP per la realizzazione di un opificio destinato alla rivendita e manutenzione di autoveicoli e prevedeva la stipula di una convenzione aggiuntiva per l'esatta ricognizione catastale delle aree cedute. In via subordinata, la ricorrente ha chiesto l'accertamento, in sede di giurisdizione esclusiva ai sensi dell'art. 133, comma 1, lett. a), n. 2, e lett. g), c.p.a., dell'obbligo dell'amministrazione di provvedere con atto espresso e motivato ovvero di adempiere alla convenzione.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso manifestamente inammissibile e ha deciso la causa con sentenza in forma semplificata ex art. 60 c.p.a. Quanto all'azione avverso il silenzio, il giudice ha rilevato che la posizione fatta valere dalla società ha natura di diritto soggettivo; tale natura preclude l'esperibilità dell'azione contro il silenzio-inadempimento, propria della tutela avverso l'inerzia amministrativa nell'esercizio di poteri pubblicistici. Quanto alla domanda di accertamento, il TAR ha osservato che il frazionamento delle particelle catastali era già intervenuto e che le aree risultavano censite al foglio 7, particelle 1761 e 1953, sub 1. L'attività richiesta consisteva quindi nella mera ricognizione materiale congiunta della correttezza dell'identificazione catastale, questione attinente alla proprietà e devoluta alla giurisdizione del giudice ordinario. Il ricorso è stato pertanto dichiarato inammissibile. Nulla è stato disposto sulle spese.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    sentenza in forma semplificata

    Consente la definizione della controversia in forma semplificata, previa audizione delle parti, in ragione della manifesta inammissibilità del ricorso.

  • art. 133, comma 1, lett. a), n. 2, c.p.a.

    Richiamato dalla ricorrente quale fondamento della giurisdizione esclusiva in materia di convenzioni della pubblica amministrazione.

  • art. 133, comma 1, lett. g), c.p.a.

    Richiamato dalla ricorrente quale ulteriore fondamento della giurisdizione esclusiva.

Massime di principio

  • L'azione avverso il silenzio-inadempimento non è esperibile quando la posizione giuridica fatta valere ha natura di diritto soggettivo, anche se la controversia è collegata a una convenzione con la pubblica amministrazione.
  • Quando l'attività richiesta all'amministrazione consiste nella mera ricognizione materiale della correttezza di dati catastali già frazionati e censiti, la controversia attiene alla proprietà e spetta alla giurisdizione del giudice ordinario.
  • La giurisdizione esclusiva amministrativa derivante dalla materia della convenzione non rende automaticamente esperibile l'azione contro il silenzio né devolve al giudice amministrativo ogni questione relativa alla proprietà o alla mera identificazione catastale dei beni.

Come è indicizzato

MateriePiani attuativi e lottizzazioniTermini e notificazione del ricorsoGiurisdizione e riparto
RamiUrbanistica e governo del territorioProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneRiparto di giurisdizioneLegittimazione e interesse a ricorrere

Testo integrale

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