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Ordinanza

Ordinanza n. 1400/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

Giustizia amministrativa202500936

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenza semplificata del TAR Campania - Salerno relativa al diniego di condono edilizio

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Gli appellanti hanno chiesto la sospensione cautelare dell’efficacia della sentenza impugnata, richiamando anche l’annullamento sopravvenuto di un’ordinanza comunale di demolizione per omessa notificazione al detentore dell’immobile. L’istanza del 23 marzo 2026 è stata qualificata come nuova istanza cautelare, mediante rinvio a quella del 5 marzo 2026. Il Comune ha chiesto la decisione della causa sugli scritti. Dalla motivazione emerge che gli appellanti hanno allegato genericamente le conseguenze connesse alla pendenza del procedimento edilizio repressivo, senza indicare uno specifico pregiudizio grave e irreparabile direttamente derivante dall’esecuzione della sentenza sul diniego di condono.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l’istanza cautelare. Ha ritenuto irrilevante, ai fini del giudizio riguardante il diniego di condono, l’annullamento dell’ordinanza di demolizione n. 2344 del 19 marzo 2026, poiché l’ordinanza demolitoria non costituisce oggetto del presente giudizio ed è comunque oggetto di distinta controversia. Ha inoltre escluso la sussistenza del periculum in mora, rilevando che gli appellanti non hanno dimostrato un pregiudizio grave e irreparabile direttamente riconducibile all’esecuzione della sentenza impugnata, limitandosi a riferimenti generici alle conseguenze della pendenza del procedimento repressivo. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 98 c.p.a.

    La disposizione è richiamata quale base normativa della fase cautelare in appello; l’istanza è stata respinta per l’assenza di un pregiudizio grave e irreparabile direttamente derivante dalla sentenza impugnata.

Massime di principio

  • In sede cautelare d’appello, il pregiudizio rilevante deve derivare direttamente dall’esecuzione della sentenza impugnata; non sono sufficienti conseguenze generiche riconducibili a un distinto procedimento amministrativo o a un diverso provvedimento non oggetto del giudizio.
  • L’annullamento sopravvenuto di un’ordinanza di demolizione, pronunciato per vizi della relativa notificazione, non incide automaticamente sul giudizio cautelare avente a oggetto il diniego di condono edilizio, quando l’ordinanza demolitoria non è parte dell’oggetto processuale.
  • La sospensione cautelare dell’efficacia di una sentenza non può essere accordata in assenza di allegazione e prova di un pregiudizio grave e irreparabile causalmente collegato all’esecuzione della sentenza stessa.

Come è indicizzato

MaterieTutela cautelareSanatoria e condono edilizio
RamiProcesso amministrativoEdilizia
IstitutiTutela cautelareOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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