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Sentenza

Sentenza n. 12057/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l'annullamento del SILENZIO P.A. su domanda di visto.

Giustizia amministrativa202601617

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio formatosi sull'istanza di attivazione del procedimento per il rilascio di un visto di ingresso per lavoro subordinato

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha proposto azione ai sensi dell’art. 117 c.p.a. contro il silenzio dell’amministrazione sull’istanza volta ad attivare il procedimento per il rilascio di un visto di ingresso nel territorio dello Stato per motivi di lavoro subordinato. Dopo la proposizione del ricorso, la competente sede diplomatica ha fissato un appuntamento per la presentazione della domanda di visto, determinando l’attivazione del procedimento amministrativo.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, rilevando che l’attivazione del procedimento per il rilascio del visto ha fatto venir meno l’interesse del ricorrente a ottenere una pronuncia che imponesse all’amministrazione di procedere. La decisione è stata adottata ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. Le spese di lite sono state integralmente compensate, in considerazione dell’enorme numero di richieste gravante sulla sede diplomatica e della complessità dell’iter previsto dalla legge per la conclusione del procedimento.

Norme richiamate

  • art. 117 c.p.a.

    Disciplina l’azione contro il silenzio dell’amministrazione, esercitata per ottenere una pronuncia che imponga all’amministrazione di provvedere.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Consente di dichiarare l’improcedibilità del ricorso quando sopravviene il difetto di interesse alla decisione.

Massime di principio

  • Nel giudizio avverso il silenzio dell’amministrazione, la fissazione dell’appuntamento per la presentazione della domanda e la conseguente attivazione del procedimento possono far venir meno l’interesse a ottenere una pronuncia che imponga all’amministrazione di procedere, determinando l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse.
  • La sopravvenuta attivazione del procedimento amministrativo non equivale necessariamente all’accoglimento della pretesa sostanziale al rilascio del visto, ma rende improcedibile l’azione contro il silenzio quando la domanda giudiziale era diretta soltanto a ottenere l’avvio o la prosecuzione del procedimento.
  • Nel giudizio contro il silenzio, la compensazione delle spese può essere disposta per giusti motivi connessi all’elevato numero di richieste gravanti sull’amministrazione e alla complessità dell’iter procedimentale previsto dalla legge.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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