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Sentenza

Sentenza n. 440/2026 - Latina, Sezione 1

per l'annullamento della determinazione dirigenziale n. 45 del 27 luglio 2016 di revoca della SCIA edilizia, pratica n.4721/2015 prot. 6306 del 12/6/2015, per la realizzazione di una cappella gentilizia presso il civico cimitero comunale. e, per quanto attiene ai motivi aggiunti depositati il 14 febbraio 2017, per l’annullamento della determinazione n.71 del 14/11/2016 di decadenza della nota n.17 del 9/6/2015 in cui è stata data in concessione l'area cimiteriale, identificata con codice CD 4b.

Giustizia amministrativa201600811

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Latina, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: annullamento della SCIA edilizia per la realizzazione di una cappella gentilizia in area cimiteriale e successiva decadenza dalla concessione dell’area cimiteriale

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (titolari di SCIA edilizia)

Prevale il privato

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la determinazione comunale che, dopo circa due anni dalla presentazione della SCIA edilizia, aveva disposto il riesame e l’annullamento della segnalazione relativa alla realizzazione di una cappella gentilizia nel cimitero comunale, nonché, con motivi aggiunti, la successiva decadenza dalla concessione dell’area cimiteriale. Hanno dedotto violazione dell’art. 3 l. 241/1990, difetto assoluto di motivazione, difetto dei presupposti, travisamento dei fatti e carenza di istruttoria, lamentando l’omessa considerazione del tempo trascorso e dell’affidamento maturato. Hanno inoltre dedotto violazione degli artt. 19 e 21-nonies l. 241/1990, sostenendo la tardività dell’autotutela e l’assenza dei presupposti per il suo esercizio, nonché violazione dei principi di buona fede e tutela dell’affidamento per la mancata indicazione di un interesse pubblico concreto e attuale, distinto dal mero ripristino della legalità. Il Comune ha eccepito l’improcedibilità per mancata impugnazione della decadenza dalla concessione, eccezione respinta dal TAR perché il provvedimento era stato tempestivamente impugnato con motivi aggiunti. Nel merito, l’amministrazione ha sostenuto il rispetto del termine di 18 mesi e l’illiceità dell’edificazione, in quanto il manufatto avrebbe occupato anche area demaniale esterna all’area cimiteriale. I ricorrenti hanno chiesto anche il risarcimento del danno in via subordinata.

La decisione

Il TAR ha respinto l’eccezione preliminare del Comune e ha accolto il ricorso introduttivo e i motivi aggiunti. Ha ritenuto illegittimo l’annullamento della SCIA perché il provvedimento si era limitato ad affermare l’illegittimità della segnalazione, senza ponderare l’interesse privato della destinataria, il tempo trascorso e le posizioni giuridiche consolidate. Il giudice ha precisato che, anche nell’autotutela atipica esercitata nei confronti di una DIA/SCIA, l’amministrazione non può fondarsi sul solo ripristino della legalità violata, ma deve individuare e motivare uno specifico interesse pubblico concreto e attuale alla rimozione del titolo, diverso dall’interesse astratto alla legalità. I principi dell’annullamento d’ufficio si applicano, in linea di principio, anche al riesame dei titoli edilizi, non sussistendo un interesse pubblico in re ipsa al loro ritiro. L’illegittimità dell’annullamento della SCIA ha comportato l’illegittimità derivata della decadenza dalla concessione cimiteriale, essendo venuto meno il presupposto dell’accertata situazione di illecito edilizio valorizzato dal Comune. Le ulteriori censure relative ai motivi aggiunti e la domanda risarcitoria sono state assorbite. Gli atti impugnati sono stati annullati e le spese sono state integralmente compensate.

Norme richiamate

  • art. 3 l. 241/1990

    Il provvedimento amministrativo deve essere adeguatamente motivato; la censura è stata dedotta dai ricorrenti ma non costituisce la specifica ragione decisiva dell’accoglimento.

  • art. 7 l. 241/1990

    La disposizione è richiamata in relazione alla comunicazione di avvio del procedimento comunale di riesame della SCIA.

  • art. 19 l. 241/1990

    La disposizione è stata invocata dai ricorrenti con riferimento ai poteri amministrativi di controllo e riesame della SCIA.

  • art. 21-nonies l. 241/1990

    L’annullamento d’ufficio, anche quando riferito a un titolo edilizio o alla SCIA, richiede un interesse pubblico concreto e attuale alla rimozione, distinto dal mero ripristino della legalità violata, e la ponderazione delle posizioni giuridiche consolidate e dell’affidamento del destinatario.

  • art. 36 d.P.R. 380/2001

    La disposizione è richiamata quale meccanismo di sanatoria dell’illecito edilizio; venuto meno il presupposto dell’illecito accertato, non poteva fondare la decadenza dalla concessione cimiteriale.

  • art. 73 c.p.a.

    La memoria e i documenti depositati tardivamente dalla parte ricorrente non sono stati utilizzati ai fini della decisione.

Massime di principio

  • L’esercizio dell’autotutela nei confronti di una DIA o SCIA, pur trattandosi di un’attività non formalmente provvedimentale, deve rispettare i principi sostanziali che governano l’annullamento d’ufficio.
  • Il mero ripristino della legalità violata non costituisce, da solo, un interesse pubblico sufficiente a giustificare l’annullamento d’ufficio di un titolo edilizio o della SCIA; l’amministrazione deve individuare un interesse pubblico concreto e attuale, ulteriore rispetto alla legalità astratta.
  • Nel riesame di un titolo edilizio l’amministrazione deve motivare specificamente sulla ponderazione tra l’interesse pubblico alla rimozione e le posizioni giuridiche consolidate e l’affidamento maturato dal destinatario, anche in relazione al tempo trascorso.
  • L’illegittimità dell’atto presupposto di annullamento della SCIA determina l’illegittimità derivata del successivo provvedimento di decadenza dalla concessione cimiteriale quando quest’ultimo si fondi sull’accertata situazione di illecito edilizio derivante dal primo atto.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziAutotutelaConcessioni demaniali idriche, lacuali e portuali
RamiEdiliziaDemanio e patrimonio pubblicoProcedimento amministrativo
IstitutiAutotutela decisoriaLegittimo affidamentoDifetto di motivazionePonderazione degli interessi e interesse pubblico

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