Sentenza n. 1534/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Sentenza del TAR Campania n. 4623/2025, che aveva annullato atti dell'Autorità di Sistema Portuale relativi alla proroga, alla gestione transitoria e alla futura gara per una concessione demaniale marittima a finalità turistico-ricreativa.
Esito
Favorevole al resistente (amministrazione concedente e controinteressata)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il giudizio traeva origine dall'impugnazione, da parte di Even More S.r.l., degli atti con cui l'Autorità di Sistema Portuale aveva disposto una proroga biennale delle concessioni demaniali marittime turistico-ricreative e diporto e, successivamente, aveva previsto la prosecuzione transitoria dei rapporti concessori nelle more delle procedure di evidenza pubblica. Erano stati inoltre impugnati la concessione provvisoria rilasciata a Bagno Elena S.r.l., il diniego di rimodulazione delle aree demaniali e gli indirizzi programmatici adottati per dare attuazione alla disciplina sopravvenuta sulle concessioni demaniali marittime. Il TAR aveva dichiarato improcedibile il ricorso introduttivo e accolto i motivi aggiunti, annullando gli atti impugnati nella parte di interesse della ricorrente. Bagno Elena S.r.l. proponeva appello principale, mentre l'Autorità di Sistema Portuale proponeva appello incidentale. Nel corso del giudizio d'appello, a seguito dell'adozione di nuovi provvedimenti dell'Autorità, rettificati nel dicembre 2025, era stata indetta una procedura di gara comprendente la concessione originariamente detenuta da Bagno Elena. L'appellante principale dichiarava quindi la sopravvenuta carenza di interesse al proprio appello; anche Even More S.r.l. chiedeva che entrambi gli appelli fossero dichiarati improcedibili.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha dichiarato improcedibili per sopravvenuta carenza di interesse sia l'appello principale di Bagno Elena S.r.l. sia l'appello incidentale dell'Autorità di Sistema Portuale. L'indizione della nuova procedura di gara, intervenuta successivamente alla sentenza di primo grado, aveva eliminato l'interesse delle parti a ottenere una decisione sul merito degli appelli. Il Collegio ha precisato che, per effetto della declaratoria di improcedibilità, l'assetto disposto dalla sentenza del TAR è divenuto definitivo. Le spese sono state integralmente compensate tra tutte le parti, anche in considerazione della concorde richiesta di declaratoria di improcedibilità formulata dalle parti interessate.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse
La sopravvenuta modifica dell'assetto degli interessi, derivante dall'indizione della gara per la concessione controversa, ha eliminato l'interesse concreto e attuale alla decisione degli appelli.
art. 73, comma 3, c.p.a.
questioni rilevate d'ufficio dal Collegio
La questione relativa alla sopravvenuta carenza di interesse è stata sottoposta al contraddittorio delle parti prima della decisione.
art. 38 c.p.a.
Richiamato tra le disposizioni processuali applicabili al giudizio.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato tra le disposizioni processuali applicabili alla definizione del giudizio.
Legge 5 agosto 2022, n. 118
Richiamata quale disciplina applicata dall'Autorità con riferimento alle concessioni demaniali marittime e alla necessità di procedure di evidenza pubblica.
D.L. 16 settembre 2024, n. 131, convertito dalla l. 14 novembre 2024, n. 166
Disciplina sopravvenuta posta a base dei nuovi provvedimenti dell'Autorità e della successiva indizione della gara.
Massime di principio
- L'appello è improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse quando, nel corso del giudizio, nuovi provvedimenti amministrativi modificano l'assetto degli interessi in modo tale da eliminare l'utilità concreta e attuale della decisione sul merito.
- L'indizione di una nuova procedura di evidenza pubblica avente a oggetto la concessione controversa può far venir meno l'interesse alla prosecuzione del giudizio relativo agli atti transitori o prorogatori precedentemente adottati, se la gara costituisce il nuovo assetto amministrativo destinato a regolare il rapporto concessorio.
- Quando l'appello principale e quello incidentale diventano entrambi improcedibili per sopravvenuta carenza di interesse, l'assetto stabilito dalla sentenza di primo grado resta fermo e diviene definitivo.
- La declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse può essere pronunciata quando la questione sia stata sottoposta al contraddittorio delle parti e queste abbiano riconosciuto l'assenza di un interesse attuale alla decisione.
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