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Sentenza

Sentenza n. 168/2026 - Firenze, Sezione 2

per l'annullamento - del provvedimento datato e notificato il 25.02.2025, con cui è stata respinta l’istanza prot. n. P-MS/L/Q/2023/100102, volta al conseguimento di un permesso di soggiorno per attesa occupazione presentata in data 31.01.2025 dal ricorrente; - di ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale.

Giustizia amministrativa202501478

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Toscana - Firenze, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: revoca del nulla-osta all'ingresso per lavoro subordinato e diniego del rilascio di un permesso di soggiorno per attesa occupazione

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al resistente (prefettura)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento del 25 febbraio 2025, con cui l'Amministrazione aveva revocato il nulla-osta all'ingresso per lavoro subordinato rilasciato su istanza del datore di lavoro. La revoca era motivata esclusivamente dalla dichiarazione del datore di lavoro di sopravvenuta carenza di interesse all'assunzione. L'Amministrazione aveva inoltre ritenuto non accoglibile la richiesta, formulata nel corso del procedimento, di rilascio di un permesso di soggiorno per attesa occupazione, sul presupposto che tale ipotesi non fosse contemplata dalla normativa di riferimento. Il ricorrente aveva dedotto, tra l'altro, di essersi reso immediatamente disponibile a una nuova occupazione, di essersi trasferito e di avere reperito altra occupazione, o comunque una promessa di assunzione. In sede cautelare il TAR aveva disposto il riesame, rilevando che l'Amministrazione non sembrava avere considerato tale ulteriore circostanza.

La decisione

Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere. In esecuzione dell'ordinanza cautelare, la Prefettura ha riesaminato la posizione del ricorrente mediante una nuova e autonoma valutazione, chiedendo e acquisendo elementi integrativi sulla nuova offerta di lavoro. All'esito, ha revocato il precedente provvedimento di revoca, oggetto del giudizio, e ha disposto il rilascio del permesso di soggiorno per attesa occupazione. Poiché il nuovo provvedimento ha soddisfatto la pretesa sostanziale fatta valere in giudizio, il Collegio ha ritenuto concretamente cessata la materia del contendere. Le spese sono state compensate in ragione della peculiarità del caso.

Norme richiamate

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Visto l'art. 34, co. 5, cod. proc. amm.

    La disposizione è richiamata in relazione alla definizione del giudizio conseguente al venir meno della materia del contendere per effetto dell'adozione di un nuovo provvedimento satisfattivo.

Massime di principio

  • La materia del contendere cessa quando, nel corso del giudizio, l'amministrazione adotta un nuovo provvedimento, frutto di una nuova e autonoma valutazione, che ritira o sostituisce l'atto impugnato e soddisfa integralmente la pretesa sostanziale del ricorrente.
  • Il riesame disposto in sede cautelare deve considerare anche le circostanze e la documentazione rilevanti emerse nel corso del procedimento, comprese quelle relative alla disponibilità dell'interessato a una nuova occupazione, quando tali elementi incidano sulla valutazione della sua posizione.
  • L'adozione di un provvedimento amministrativo satisfattivo durante il giudizio rende non più attuale la decisione sull'impugnazione dell'atto originario e comporta la cessazione della materia del contendere.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseSilenzio della pubblica amministrazione

Testo integrale

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