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Sentenza

Sentenza n. 2481/2026 - Palermo, Sezione 4

Giustizia amministrativa202501960

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. IVSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio del Prefetto di Palermo sul ricorso gerarchico contro il diniego del Questore di revocare in autotutela un avviso orale

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazione dell'interno)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente era stato destinatario di un avviso orale emesso dal Questore di Palermo e notificato il 25 marzo 2024, con invito a tenere una condotta conforme alla legge. Dopo avere presentato un'istanza di revoca, respinta dal Questore con atto del 23 aprile 2025, il ricorrente proponeva il 20 giugno 2025 un ricorso gerarchico al Prefetto di Palermo. Con il ricorso giurisdizionale contestava il silenzio serbato sul ricorso gerarchico, deducendo la violazione dell'art. 2 della legge n. 241/1990, e contestava altresì la legittimità del diniego di annullamento in autotutela del Questore. L'amministrazione si costituiva eccependo l'infondatezza del ricorso.

La decisione

Il TAR non ha esaminato nel merito né la questione del silenzio serbato dal Prefetto né la legittimità del diniego di revoca in autotutela. Il ricorrente ha depositato il 22 maggio 2026 una dichiarazione di sopravvenuta perdita di interesse alla prosecuzione del giudizio, motivata dalla cessazione dell'attività lavorativa che aveva dato origine all'irrogazione della misura di prevenzione. Il Collegio ha ritenuto tale dichiarazione assorbente e ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse processuale ai sensi dell'art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a. Le spese sono state eccezionalmente compensate.

Norme richiamate

  • art. 2 l. 241/1990

    regola posta dall’art. 2 della L. 241/90

    Il ricorrente aveva invocato l'obbligo dell'amministrazione di concludere il procedimento relativo al ricorso gerarchico, ma il TAR non ha deciso la relativa questione per sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    il ricorso debba essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse processuale ai sensi dell’art. 35, co. 1, lett. c), del c.p.a.

    La sopravvenuta perdita dell'interesse concreto alla decisione comporta l'improcedibilità del ricorso.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    sussistano i presupposti di cui all’articolo 52, commi 1 e 2, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196

    La norma è richiamata quale base per l'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi della parte.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    e dell’articolo 10 del Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016

    La disposizione è richiamata, unitamente all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela della riservatezza della parte interessata.

Massime di principio

  • Quando, nel corso del giudizio amministrativo, il ricorrente dichiara in modo attendibile la sopravvenuta perdita dell'interesse concreto e attuale alla decisione, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
  • La sopravvenuta carenza di interesse impedisce al giudice amministrativo di esaminare nel merito sia l'azione contro il silenzio dell'amministrazione sia le ulteriori censure rivolte contro il provvedimento amministrativo presupposto.
  • La cessazione dell'attività lavorativa che aveva dato origine a una misura di prevenzione può integrare, secondo la valutazione del giudice, una ragione di sopravvenuta perdita dell'interesse alla prosecuzione del giudizio relativo alla misura e al diniego della sua revoca.

Come è indicizzato

MaterieMisure prefettizie di sicurezzaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseSilenzio della pubblica amministrazione

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