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Sentenza

Sentenza n. 14296/2026 - Roma, Sezione 4Q

per l'annullamento del Decreto del Ministero dell’istruzione e del merito, a firma del Capo Dipartimento, dott.ssa Carmela Palumbo, con il quale è stata approvata l’allegata graduatoria generale nazionale per il reclutamento dei dirigenti scolastici di cui al DM 107/2023, pubblicato in data 9 agosto 2024, prot. n. A00DPIT, nonché del successivo Decreto del 19.08.2024 prot. n. AOODPIT 0002206, sempre a firma della predetta Dr. Palumbo, con il quale sono state adottate in autotutela le rettifiche ai punteggi relativi agli errori materiali rilevati, al fine di farne accertare, in parte qua, la nullità, annullabilità, illegittimità;

Giustizia amministrativa202410315

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IV quaterSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: graduatoria nazionale definitiva del concorso riservato per il reclutamento dei dirigenti scolastici e successiva graduatoria rettificata, nella parte relativa al punteggio attribuito alla candidata

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (candidata a concorso)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha impugnato la graduatoria approvata dal Ministero dell'Istruzione e del Merito per il concorso riservato a dirigente scolastico, nonché il successivo decreto di rettifica, contestando il punteggio complessivo di 7,45 e la collocazione alla posizione n. 1411. Ha sostenuto che, ai sensi della Tabella A, lettera B/6, del d.m. n. 138/2017, dovesse esserle riconosciuto un punteggio aggiuntivo di 0,75 punti per ciascun incarico attribuito ai sensi dell'art. 1, comma 83, della legge n. 107/2015, fino a un massimo di sei anni, per complessivi 4,5 punti secondo la prospettazione iniziale. Ha inoltre contestato il mancato riconoscimento di ulteriori titoli e servizi professionali e di un titolo culturale aggiuntivo. L'amministrazione, in corso di giudizio, ha riconosciuto alcuni degli incarichi documentati dalla candidata, mentre ha rilevato che per altri titoli dichiarati non era stata prodotta documentazione e che la laurea utilizzata per l'accesso alla selezione non poteva essere valutata anche come titolo ulteriore.

La decisione

Il Tribunale ha preliminarmente ritenuto procedibile il ricorso, nonostante la mancata impugnazione della graduatoria rettificata del 18 dicembre 2025, perché tale graduatoria aveva riconosciuto alla ricorrente il maggior punteggio spettante in esecuzione di quanto emerso nel giudizio e dell'ordinanza cautelare n. 5527/2024. La candidata era così passata dalla posizione n. 1411 alla posizione n. 1255, con integrale soddisfazione della pretesa relativa ai titoli documentati. Nel merito, il ricorso è stato ritenuto parzialmente fondato: l'amministrazione ha riconosciuto gli incarichi indicati ai punti 1, 2, 4, 5 e 6 dell'elenco prodotto con il reclamo del 5 agosto 2024; non è stato invece riconosciuto alcun punteggio per i titoli indicati ai punti 3 e 7, non adeguatamente documentati. È stato inoltre escluso il riconoscimento come titolo culturale aggiuntivo della laurea utilizzata quale requisito di accesso, poiché la tabella di valutazione non considera come ulteriore il medesimo titolo impiegato per partecipare alla selezione. Il ricorso è stato quindi accolto nei limiti indicati in motivazione, con compensazione delle spese.

Norme richiamate

  • d.m. n. 107/2023

    Disciplina il concorso riservato per il reclutamento dei dirigenti scolastici, nell'ambito del quale sono stati valutati i titoli e i servizi professionali della ricorrente.

  • Tabella A, lettera B/6, d.m. n. 138/2017

    Prevede il punteggio attribuibile per gli incarichi conferiti ai sensi dell'art. 1, comma 83, della legge n. 107/2015, entro il limite massimo previsto.

  • art. 1, comma 83, legge n. 107/2015

    Costituisce la base normativa degli incarichi professionali valutabili ai fini dell'attribuzione del punteggio concorsuale.

  • art. 73, comma 3, c.p.a.

    È stato utilizzato dal Tribunale per sottoporre alle parti la possibile questione di improcedibilità derivante dalla mancata impugnazione della graduatoria rettificata.

Massime di principio

  • La graduatoria rettificata in corso di giudizio, quando riconosce al candidato il punteggio richiesto e modifica in senso favorevole la sua posizione, può risultare satisfattiva della pretesa, ma la sua adozione non determina automaticamente l'improcedibilità del ricorso se residuano questioni controverse o se la parte mantiene interesse alla decisione.
  • Ai fini della valutazione dei titoli in una procedura concorsuale, gli incarichi dichiarati dal candidato possono essere riconosciuti soltanto se adeguatamente documentati secondo le modalità richieste dall'amministrazione; la mera dichiarazione non documentata non è sufficiente per ottenere il relativo punteggio.
  • Il medesimo titolo di studio utilizzato quale requisito di accesso a una procedura selettiva non può essere valutato anche come titolo culturale aggiuntivo quando la tabella di valutazione non preveda espressamente tale possibilità.
  • Quando l'amministrazione riconosce in corso di giudizio soltanto alcuni titoli o servizi contestati, il ricorso può essere accolto parzialmente, con riconoscimento del punteggio limitato agli elementi documentati e valutabili secondo la lex specialis.

Come è indicizzato

MaterieConcorsi pubbliciDecisione e riti speciali
RamiIstruzione e universitàProcesso amministrativo
SottomaterieValutazione dei titoli e punteggi
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrereSopravvenuta carenza di interesse

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