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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7512/2022 del 02/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso la sentenza di appello che aveva in parte riformato la pronuncia di primo grado: (1) nullità dell'ordinanza del G.U.P. dell'8/10/2019 per modifica dell'imputazione e rigetto della richiesta di trasformazione del rito abbreviato in ordinario (eccepita come tardiva), (2) vizio di motivazione sulla configurazione della truffa relativa all'omessa comunicazione dell'attività extra moenia e sulla presunta interposizione fittizia; richiesta che l'assoluzione della coimputata e la comunicazione del 1996 dessero efficacia anche nel procedimento attuale, (3) doglianza sulla prescrizione dei delitti affermando che ogni annualità sarebbe stato un autonomo reato, (4) mancata concessione delle attenuanti generiche e contestazione della determinazione della pena.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Sul primo profilo ha ritenuto inammissibile la dedotta nullità dell'ordinanza del G.U.P. poiché l'eccezione era stata sollevata tardivamente (le nullità assistite devono essere eccepite immediatamente ai sensi degli artt. 181-182 c.p.p.). Sul merito della truffa ha confermato l'impianto della Corte d'appello ritenendo integrata la truffa cd. a consumazione prolungata per l'omessa comunicazione dell'attività privata che ha indotto in errore l'amministrazione e ha consentito l'illecita percezione dell'indennità di esclusiva; ha escluso rilievo determinante della comunicazione del 1996 dato il mutamento della disciplina dopo il 1999 e la rilevanza della normativa che imponeva regime di esclusività ai dirigenti sanitari. Quanto alla prescrizione, ha accolto la qualificazione come consumazione prolungata stabilendo che il termine di prescrizione decorre dalla cessazione dell'illegittima percezione (momento individuato nel 30/09/2014 nel caso), sicché la prescrizione non era maturata. Ha altresì ritenuto corretta la valutazione sul diniego delle attenuanti e sulla determinazione della pena. Conseguentemente il rigetto del ricorso comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e alla rifusione delle spese di costituzione della parte civile ASL Avellino.

Norme richiamate

  • art. 438 cod. proc. pen. e art. 441, comma 5 cod. proc. pen.

    La modifica dell'imputazione nel giudizio abbreviato è possibile solo per fatti emergenti dall'integrazione probatoria disposta e nei limiti dell'art. 423 c.p.p.; tale modifica nel caso di specie risultava fondata sulle risultanze istruttorie.

  • art. 423 cod. proc. pen.

    Limita l'ambito della modifica dell'imputazione nei riti speciali ai fatti emergenti dall'istruttoria integrativa.

  • artt. 177-182 cod. proc. pen. (in particolare artt. 181, comma 4 e 182)

    Disciplina le nullità: le nullità verificate nel giudizio devono essere eccepite con l'impugnazione della sentenza salvo che la parte abbia assistito all'atto, nel qual caso l'eccezione deve farsi immediatamente. L'eccezione tardiva è inammissibile.

  • art. 15-quater e art. 15-quinquies D.Lgs. 229/1999

    Stabiliscono il regime di rapporto esclusivo per i dirigenti sanitari e le modalità/termine per comunicare l'opzione per attività non esclusiva; l'entrata in vigore e la disciplina successiva rendono irrilevante una comunicazione anteriore al nuovo regime quando la normativa posteriore impone l'esclusività.

  • art. 81, comma 2 c.p.

    Riferimento in motivazione alla valutazione di eventuali aumenti di pena applicabili; la Corte ha ritenuto erronea l'applicazione di aumenti operata dal giudice di merito nel precedente richiamato.

  • principio giurisprudenziale sulla truffa a consumazione prolungata

    La giurisprudenza ha configurato come reato a consumazione prolungata l'omessa comunicazione da parte del sanitario che garantisca la percezione continuata dell'indennità: il reato si considera unico e la prescrizione decorre dalla cessazione dell'illegittima percezione.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che prevede la condanna al pagamento delle spese processuali in caso di rigetto del ricorso; applicata per condannare il ricorrente al pagamento delle spese.

Massime di principio

  • Nel rito abbreviato la modifica dell'imputazione è consentita solo nei limiti dell'istruzione integrativa: eventuali nullità relative alla modifica devono essere eccepite tempestivamente, altrimenti si considerano inammissibili.
  • L'omessa comunicazione dell'attività privata da parte di un dirigente sanitario che produce la continuata percezione di indennità può integrare la truffa cd. a consumazione prolungata: la condotta è un unico comportamento fraudolento e non una serie di reati autonomi.
  • Il termine di prescrizione, nelle fattispecie a consumazione prolungata, decorre dalla cessazione dell'illecito beneficio (dall'ultimo pagamento indebito), non dal singolo omesso adempimento annuale.
  • La comunicazione anteriore ad un mutamento normativo può perdere efficacia se la normativa successiva impone obblighi/limiti diversi (es. regime di esclusività per i dirigenti sanitari).
  • Le eccezioni di nullità assistite devono essere sollevate immediatamente; sollevandole solo in sede di impugnazione la Corte può dichiararle tardive ai sensi dell'art. 182 c.p.p.
  • Per ottenere attenuanti generiche o riduzione di pena occorre che i giudici di merito motivino adeguatamente le circostanze: la mera invocazione formale senza prova di insussistenza del danno o dell'elemento soggettivo difficilmente basta.

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