Sentenza n. 617/2026 - Catanzaro, Sezione 2
per l'annullamento quanto al ricorso n. 622 del 2025: - della ordinanza di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi n. 2 del 14 febbraio 2025, notificata in pari data, con la quale il Comune di Santa Maria del Cedro ha ordinato al signor Biagio Farace «di demolire a propria cura e spese con il ripristino dello stato dei luoghi, entro 90 (novanta) giorni dalla data di notifica del presente provvedimento […] le suddette opere abusive accertate, in premessa indicate, poste in questo Comune e censite come segue: - Foglio n. 11 plla 1219 sub 9, foglio 11 plla 1219 sub 2 (BCNC - vano scala)» ; - di ogni altro atto presupposto e consequenziale o comunque connesso con quello indicato, ancorché non cognito; quanto al ricorso n. 623 del 2025: -della ordinanza di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi n. 4, del 14 febbraio 2025, notificata in pari data, con la quale il Comune di Santa Maria del Cedro ha ordinato alla ricorrente «di demolire a propria cura e spese con il ripristino dello stato dei luoghi, entro 90 (novanta) giorni dalla data di notifica del presente provvedimento […] le suddette opere abusive accertate, in premessa indicate, poste in questo Comune e censite come segue: -Foglio n.11 p.lla 1219 sub.16 e 18, foglio 11 plla 1219 sub 2 (BCNC-vano scala)»; -di ogni altro atto presupposto e consequenziale o comunque connesso con quello indicato, ancorché non cognito; quanto al ricorso n. 624 del 2025: per l'annullamento -della ordinanza di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi n.3, del 14 febbraio 2025, notificata in pari data al Signor Salvatore Farace ed in data 6 marzo al Signor Angelo Farace, con la quale il Comune di Santa Maria del Cedro ha ordinato ai ricorrenti «di demolire a propria cura e spese con il ripristino dello stato dei luoghi, entro 90 (novanta) giorni dalla data di notifica del presente provvedimento [...]) le suddette opere abusive accertate, in premessa indicate, poste in questo Comune e censite come segue: - Foglio n. 11 plla 1219 sub 13, 14, 15; foglio 11 plla 1219 sub 2 (BCNC-vano scala)»; - di ogni altro atto presupposto e consequenziale o comunque connesso con quello indicato, ancorché non cognito.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Ordinanze comunali di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi nn. 2, 3 e 4 del 14 febbraio 2025, relative a opere abusive realizzate in diverse unità immobiliari del medesimo complesso
Esito
Favorevole al ricorrente (proprietari immobiliari)
Prevale il privato
La controversia
Sono stati proposti tre distinti ricorsi contro ordinanze comunali di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi, riferite a diverse unità immobiliari catastalmente individuate al foglio 11, particella 1219, nonché al vano scala comune. I ricorrenti ne hanno dedotto l'illegittimità, senza che il testo della sentenza espliciti analiticamente i singoli motivi di censura. Il Comune, nel corso del giudizio, ha depositato nuove ordinanze dell'11 marzo 2026 con le quali ha annullato in autotutela i provvedimenti impugnati e ha contestualmente disposto nuovi ordini di rimessione in pristino, fondati su differenti presupposti.
La decisione
Il TAR ha preliminarmente riunito i tre ricorsi ai sensi dell'art. 70 c.p.a., rilevando l'evidente connessione oggettiva e parzialmente soggettiva, poiché le controversie riguardavano i medesimi presupposti di fatto e il medesimo complesso immobiliare. Ha quindi dichiarato la cessazione della materia del contendere, in ragione dell'annullamento in autotutela delle ordinanze impugnate. La dichiarazione non pregiudica eventuali autonome impugnazioni delle nuove ordinanze, limitatamente alle parti con cui è stato rinnovato l'ordine demolitorio sulla base di differenti presupposti. Il Comune è stato condannato alle spese secondo il criterio della soccombenza virtuale, poiché i ricorsi apparivano assistiti da profili di fondatezza già rilevati in sede cautelare; le spese sono state liquidate complessivamente in euro 4.000, oltre contributo unificato, spese generali, IVA e CPA.
Norme richiamate
art. 70 c.p.a.
Consente la riunione di ricorsi connessi; il TAR lo ha applicato in presenza di connessione oggettiva e parzialmente soggettiva, derivante dai medesimi presupposti di fatto e dall'attinenza al medesimo complesso immobiliare.
Massime di principio
- La riunione dei ricorsi è giustificata quando le controversie presentano una connessione oggettiva e, anche solo parzialmente, soggettiva, in quanto fondate sui medesimi presupposti di fatto o riferite al medesimo complesso immobiliare.
- L'annullamento in autotutela dell'atto impugnato, quando ne elimina gli effetti lesivi, determina la cessazione della materia del contendere; l'eventuale rinnovazione del potere sulla base di presupposti differenti dà luogo a un nuovo atto, autonomamente impugnabile.
- In caso di cessazione della materia del contendere per annullamento in autotutela, il giudice può regolare le spese secondo il criterio della soccombenza virtuale, valutando sommariamente la fondatezza delle censure dedotte e gli elementi già emersi nel giudizio cautelare.
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