Cassazione Penale, Ordinanza n. 32229/2026 del 28/08/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
L'imputato, condannato con sentenza di patteggiamento del GIP del Tribunale, ha proposto ricorso per cassazione tramite il difensore contro la confisca della somma di 15.730 euro rinvenuta nella sua disponibilità. Il ricorso deduceva inosservanza o erronea applicazione della legge penale e vizio di motivazione, sostenendo l'illegittimità della confisca. La Corte ha ritenuto adeguata la motivazione della sentenza impugnata, che aveva valorizzato l'assenza di giustificazioni sulla provenienza lecita della somma, nonché la dichiarazione dell'imputato di essere disoccupato, ravvisando i presupposti della confisca per sproporzione.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che la motivazione della sentenza di patteggiamento fosse puntuale e coerente e idonea a giustificare la confisca della somma sequestrata ai sensi dell'art. 240-bis c.p., in ragione della sproporzione tra il denaro detenuto e la situazione economica dichiarata dall'imputato, privo di occupazione, nonché dell'assenza di spiegazioni sulla provenienza lecita. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di 3.000 euro in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 73, comma 1, d.P.R. 309/1990
È la disposizione incriminatrice per la quale è stata applicata la pena concordata mediante patteggiamento; il testo non specifica la condotta concreta contestata.
art. 240-bis c.p.
La Corte richiama la confisca per sproporzione e ritiene sufficiente una motivazione puntuale sull'assenza di giustificazioni circa la provenienza lecita della somma e sulla sproporzione rispetto alle condizioni economiche dell'imputato.
Massime di principio
- In sede di ricorso contro una confisca per sproporzione, è sufficiente una motivazione puntuale e coerente che dia conto dell'assenza di giustificazioni sulla provenienza lecita dei beni o delle somme e della loro sproporzione rispetto alla situazione economica dell'interessato.
- La dichiarata condizione di disoccupazione dell'imputato può costituire, insieme all'entità della somma detenuta e all'assenza di spiegazioni sulla provenienza lecita, un elemento valorizzabile per ritenere integrati i presupposti della confisca per sproporzione.
- È inammissibile il ricorso per cassazione che censuri la confisca ma non evidenzi specifiche carenze della motivazione, quando la sentenza impugnata abbia illustrato in modo puntuale e coerente le ragioni della misura.
Come è indicizzato
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