Cassazione Penale, Sentenza n. 05924/2026 del 12/02/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Si censura l'omessa valutazione e motivazione, da parte della Corte d'Appello, sulla richiesta di sostituzione della pena detentiva con i lavori di pubblica utilità formulata nell'ambito del concordato ex art. 599bis c.p.p. La difesa aveva espresso tale richiesta in udienza (anche in qualità di procuratore speciale per uno degli imputati) contestualmente al calcolo della pena, e la Corte ha accolto il concordato solo in relazione alla misura della pena senza pronunciarsi sulla conversione richiesta, violando gli artt. 56bis L. 689/81 e 599bis cod. proc. pen. e la giurisprudenza consolidata che impone al giudice, dinanzi a una proposta di concordato, di accoglierla o rigettarla integralmente quando la richiesta integri l'accordo.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Dall'esame degli atti è emerso che la manifestazione di volontà sulla sostituzione della pena faceva parte integrante dell'accordo presentato in udienza, antecedente al consenso del Procuratore Generale. Perciò la sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio e gli atti sono stati trasmessi ad altra Sezione della Corte d'Appello di Napoli per il prosieguo del procedimento, affinché si dia completa e conforme valutazione alla richiesta di sostituzione.
Norme richiamate
art. 56bis L. 689/81
Riferita alla possibilità di conversione della pena detentiva breve in misura alternativa (lavori di pubblica utilità); la Corte considera applicabile la conversione anche se la richiesta è formulata nell'ambito del concordato, purché essa formi parte dell'accordo.
art. 599bis cod. proc. pen.
modificato dall'art. 2 d.lgs. 19 marzo 2024, n. 31
Regola il procedimento a pena concordata; la Corte afferma che la proposta di concordato deve essere accolta o rigettata integralmente quando la richiesta della difesa (anche di conversione della pena) è parte integrante dell'accordo, e il giudice deve espressamente pronunziarsi su tutte le richieste che costituiscono l'accordo.
art. 173, comma 1 disp. att. cod. proc. pen.
Norma procedurale richiamata in relazione ai termini di motivazione del ricorso; nel caso in esame il ricorso è stato ritenuto ammissibile e fondato nei limiti richiesti da tale disciplina.
Massime di principio
- Se la richiesta di conversione di una pena detentiva breve in lavori di pubblica utilità è formulata in udienza e integra l'accordo di pena concordata, il giudice deve esprimersi specificamente su tale richiesta; l'omessa decisione è vizio rilevante.
- Nel rito del concordato ex art. 599bis c.p.p. il giudice deve accogliere o rigettare integralmente la proposta delle parti quando le diverse componenti costituiscono un unico accordo; scostamenti parziali senza motivazione costituiscono errore.
- La conversione di pena prevista dall'art. 56bis L. 689/81 può essere inserita nel concordato a seguito delle modifiche normative recenti e, se parte dell'accordo, va trattata unitariamente dal giudice.
- La verbalizzazione chiara e tempestiva in udienza (prima del consenso del P.G.) delle manifestazioni di volontà delle parti è essenziale per far valere richieste accessorie del concordato: ambiguità o omissioni nella verbalizzazione aumentano il rischio di annullamento.
- In caso di omissione del decisum su una richiesta integrante l'accordo, la Corte di Cassazione può annullare senza rinvio e disporre la trasmissione ad altra sezione per la ripresa del procedimento.
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