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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27405/2022 del 14/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza della Corte d'appello di Napoli che lo ha ritenuto responsabile dei reati di esercizio abusivo della professione, sostituzione di persona e falso ideologico, articolando quattro motivi: 1) violazione dell'art. 131-bis c.p., sostenendo che la corte avrebbe escluso la causa di non punibilità per errore ritenendo la condotta abituale nonostante l'assenza di altre denunce; 2) violazione dell'art. 15 c.p., deducendo che il reato di falso (art. 483) sarebbe un antefatto assorbito dalla sostituzione di persona (art. 494) e quindi non punibile autonomamente; 3) mancanza di motivazione sull'applicabilità dell'art. 131-bis alle altre fattispecie (artt. 483 e 494), con la corte che avrebbe escluso la tenuità solo rispetto all'abusivo esercizio della professione; 4) omessa motivazione sulla determinazione della pena, ritenuta eccessiva rispetto al minimo edittale.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso e lo ha respinto nel merito. Ha ritenuto manifestamente infondati tutti i motivi: 1) ha confermato che l'esclusione dell'applicabilità dell'art. 131-bis c.p. al reato di esercizio abusivo della professione è corretta perché tale reato presuppone condotte connotate da ripetitività/continuità o pluralità di atti, incompatibili con la particolare tenuità; 2) il motivo fondato sull'art. 15 c.p. è inammissibile per non essere stato proposto in appello e, comunque, infondato: l'art. 494 c.p. può essere assorbito solo se si tratta di un fatto unico riconducibile simultaneamente a entrambe le norme, mentre qui le condotte (falsa qualifica e apposizione di firme apocrife) sono distinte e autonome, configurando concorso materiale; 3) la corte territoriale ha implicitamente motivato il diniego della particolare tenuità richiamando elementi idonei (pregiudizio subito dalla cliente, risarcimento parziale, serialità delle condotte), sufficienti ad escludere l'art. 131-bis; 4) sulla determinazione della pena la Corte ha ritenuto adeguata la motivazione, dato che la pena inflitta per il reato considerato più grave (art. 483) è stata fissata entro il range tra minimo e medio edittale, condizione per la quale non è obbligatorio un esame dettagliato di ciascun criterio dell'art. 133 c.p. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 131-bis cod. pen.

    La causa di non punibilità per particolare tenuità non è applicabile al reato di esercizio abusivo della professione, perché tale delitto presuppone condotte caratterizzate da ripetitività, continuità o pluralità di atti, incompatibili con la particolare tenuità

  • art. 15 cod. pen.

    L'eccezione di assorbimento di un reato in un altro (art. 15) deve essere prospettata tempestivamente in sede di appello; inoltre l'assorbimento è possibile solo se si tratta di un fatto unico riconducibile contemporaneamente a entrambe le norme

  • art. 483 cod. pen.

    Il falso ideologico contestato è stato ritenuto reato autonomo rispetto alla sostituzione di persona, quando la falsa attestazione costituisce condotta distinta e autonoma

  • art. 494 cod. pen.

    Il reato di sostituzione di persona può concorrere materialmente con altri reati contro la fede pubblica quando le condotte siano differenti; è assorbito solo se si tratta di un unico fatto riconducibile simultaneamente a entrambe le fattispecie

  • art. 133 cod. pen.

    Se la pena concreta è compresa tra il minimo e il medio edittale non è necessaria una motivazione analitica su tutti i criteri di determinazione della pena; è sufficiente il riferimento alla necessità di adeguamento al caso concreto

Massime di principio

  • La causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis) difficilmente si applica a reati che implicano ripetitività, continuità o pluralità di atti (es. esercizio abusivo di professione): verificare sempre la sussistenza di un unico atto isolato prima di invocarla
  • La regola di assorbimento tra reati (art. 15) opera solo se si tratta di un fatto unico riconducibile simultaneamente a più norme; se sono azioni diverse e separate, si configura concorso materiale
  • Le eccezioni procedurali o questioni di diritto rilevanti devono essere tempestivamente sollevate nei gradi di merito (es. in appello) per poter essere valutate dalla Cassazione; questioni sollevate per la prima volta in Cassazione possono essere dichiarate inammissibili
  • Nella determinazione della pena, se il giudice applica una pena compresa tra minimo e medio edittale, la motivazione può essere sintetica e limitata al necessario adeguamento al caso concreto; motivazioni più dettagliate sono richieste quando la pena si discosta significativamente dai parametri edittali
  • Quando si contestano più fattispecie afferenti a comportamenti diversi (es. falsa qualifica vs. apposizione di firme apocrife), considerare la possibilità di concorso di reati e non l'assorbimento automatico: analizzare la distintività delle condotte e l'unicità del fatto

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