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Cassazione Civile, Ordinanza n. 30343/2022 del 14/10/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (lavoratore)

La controversia

La controversia nasce dal passaggio di personale già in servizio presso l'Amministrazione autonoma dei Monopoli e Tabacchi, poi transitato, per effetto della costituzione dell'Ente Tabacchi Italiani e della successiva ricollocazione, nel ruolo provvisorio ad esaurimento istituito presso il Ministero. In applicazione dell'art. 3, commi 232 e 233, della l. n. 549/1995, come modificata, ai dipendenti era stato riconosciuto un assegno personale ad personam pari alla differenza tra il trattamento accessorio complessivo percepito al momento del passaggio e quello spettante nella nuova posizione, differenza da riassorbire in caso di successivi aumenti delle quote di retribuzione accessoria. La Corte d'appello aveva ritenuto che, nel calcolo dell'assegno, dovessero essere considerate tutte le voci fisse e continuative e non anche quelle meramente variabili o provvisorie; sulla base di tale criterio aveva escluso dal computo l'indennità per fondo produttività, ma aveva incluso altre indennità (rischio, insalubrità, funzione, doppi turni). Il Ministero ha proposto ricorso per cassazione denunciando, con un unico motivo ex art. 360 n. 3 c.p.c., la violazione e falsa applicazione delle norme sopra indicate e dell'art. 45 d.lgs. n. 165/2001, sostenendo che la Corte territoriale avrebbe erroneamente qualificato come fisse e continuative voci retributive invece legate a situazioni congiunturali o fatti occasionali e sulle quali i dipendenti non potevano fare affidamento. Tuttavia il motivo è stato ritenuto generico e privo di specifiche argomentazioni sulla disciplina contrattuale delle indennità, sulle modalità di calcolo e sulle condizioni di lavoro compensate.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che la censura, pur formalmente prospettata come violazione di legge, non contenesse una critica specifica e intellegibile alla motivazione della sentenza impugnata, limitandosi ad affermazioni apodittiche e a una contestazione generica dell'accertamento di merito sulla fissità e continuità delle voci retributive. Non è stato provveduto sulle spese poiché i dipendenti intimati non hanno svolto difese. La Corte ha altresì escluso l'applicazione dell'art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002 nei confronti dell'Amministrazione dello Stato, richiamando il regime della prenotazione a debito.

Norme richiamate

  • art. 3, commi 232 e 233, L. n. 549/1995

    come modificato dalla L. n. 557/1996

    Disciplina il diritto del personale transitato a conservare, come assegno personale, la differenza tra il trattamento accessorio in godimento al passaggio e quello spettante nella nuova posizione, con riassorbimento per successivi incrementi delle quote accessorie.

  • art. 1, comma 226, L. n. 266/2005

    Richiamato dal ricorrente tra le norme asseritamente violate; la Corte non entra nel merito della sua applicazione perché il motivo è inammissibile per difetto di specificità.

  • art. 45 d.lgs. n. 165/2001

    Richiamato dal ricorrente in tema di trattamento economico del personale; la Corte non esamina nel merito la censura per l'inammissibilità del ricorso.

  • art. 360, n. 3, c.p.c.

    Il vizio di violazione di legge deve essere dedotto con specifiche argomentazioni intellegibili ed esaurienti, idonee a dimostrare il contrasto tra la sentenza impugnata e le norme regolatrici o l'interpretazione della giurisprudenza di legittimità.

  • art. 363 c.p.c.

    Richiamato come strumento eccezionale che consente alla Corte di enunciare il principio di diritto senza incidere sull'esito della controversia, che resta definita dalla pronuncia di inammissibilità.

  • art. 380-bis c.p.c.

    Norma sul procedimento in camera di consiglio non partecipata richiamata nel rito seguito per la decisione.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002

    La Corte esclude la sua applicazione alle Amministrazioni dello Stato, in quanto esonerate dal materiale versamento del contributo mediante prenotazione a debito.

Massime di principio

  • Nel giudizio di cassazione, il motivo di ricorso per violazione di legge non può risolversi in un'assertiva contestazione della decisione di merito, ma deve contenere una critica specifica e argomentata che indichi puntualmente la regola di diritto violata e la ragione del contrasto.
  • È inammissibile il motivo che, pur invocando norme astrattamente pertinenti, non confronti la motivazione impugnata, non richiami la disciplina concreta del rapporto dedotta in causa e non spieghi perché la qualificazione delle voci retributive operata dal giudice di merito sarebbe erronea.
  • La cognizione della Corte di cassazione è vincolata ai motivi dedotti; la Corte non può supplire alla carenza di specificità del ricorso, salvo il limitato potere di enunciare il principio di diritto ex art. 363 c.p.c. senza modificare l'esito del giudizio.
  • Nella determinazione di un assegno personale ad personam per personale transitato tra amministrazioni, rileva la distinzione tra voci retributive fisse e continuative e voci variabili o provvisorie, ma tale valutazione deve essere censurata in cassazione con argomentazioni mirate e non apodittiche.

Come è indicizzato

MaterieRetribuzione e TFRImpugnazioni
RamiLavoroProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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