Cassazione Penale, Sentenza n. 31602/2024 del 01/08/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Di Stefano, nella qualità di sindaco del Comune di Fresagrandinaria, è stato ritenuto responsabile del delitto di omissione di atti d'ufficio (art. 328 cod. pen.) per non aver disposto con urgenza i lavori necessari alla messa in sicurezza di un terrapieno a ridosso dell'abitazione di Fiore Isa, nonostante: ripetute segnalazioni della persona offesa; una sentenza civile del Tribunale di Vasto che aveva imposto al Comune di eseguire i lavori a proprie cure e spese; e comunicazioni dei Vigili del Fuoco del 18 e 22 agosto 2016 che segnalavano la necessità di un intervento urgente. In Cassazione l'imputato ha dedotto: mancanza della qualità di pubblico ufficiale nella materia (atti iure privatorum), inesistenza dell'obbligo o dell'inerzia in quanto sarebbero state svolte attività istruttorie, carenza del requisito della pubblica sicurezza (si sarebbe trattato di situazione privatistica), estinzione per prescrizione e mancato riconoscimento delle attenuanti generiche eccessiva gravità della pena.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso e confermato la condanna pronunciata in primo e secondo grado (pena: mesi 9 di reclusione con benefici). Il Collegio ha ritenuto infondati tutti i motivi: ha affermato che l'obbligo del sindaco derivava sia dalla sentenza civile sia dall'oggettiva situazione di pericolo per la pubblica incolumità accertata dai Vigili del Fuoco; ha precisato che l'omissione di atti d'ufficio può riguardare anche attività non formalmente amministrative che il pubblico ufficiale aveva il dovere di compiere; ha escluso l'estinzione per prescrizione in quanto l'inerzia è perdurata almeno fino al 2018/2019 e la consumazione può coincidere con l'adozione dell'atto dovuto o con il rifiuto implicito; ha dichiarato inescusabile l'errore di diritto invocato dall'imputato; ha inoltre confermato il rigetto delle attenuanti generiche per la pervicacia della condotta. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa della parte civile.
Norme richiamate
art. 328 cod. pen.
Il delitto di omissione di atti d'ufficio può riguardare anche l'inerzia nell'esecuzione di attività di natura privatistica che il pubblico ufficiale aveva il dovere di compiere; la consumazione può coincidere con l'adozione dell'atto dovuto o con un rifiuto implicito derivante da persistente inerzia
art. 47 cod. pen.
L'errore sulla legge penale o sulle norme estranee al diritto penale è, di regola, inescusabile: l'errore su norme di altre branche del diritto non giustifica la scusante salvo che la norma sia espressamente integrata nella fattispecie penale
art. 62-bis cod. pen.
Le circostanze attenuanti generiche possono essere negate quando dai fatti emergono elementi ostativi (es. pervicacia nel comportamento) e il giudice di merito ha adeguata motivazione per il rigetto
art. 202 cod. proc. civ.
La provvisoria esecuzione di una sentenza civile non esclude in sé la responsabilità penale dell'amministrazione o del suo rappresentante per omissioni che integrino reato
art. 612 cod. proc. civ.
La notifica del precetto e l'esecuzione forzata in sede civile sono strumenti civili che non assorbono automaticamente profili di responsabilità penale derivanti da inadempimenti dolosi o colposi del pubblico ufficiale
L. 7 agosto 1990, n. 241, art. 25
La Corte ha ricordato che norme amministrative o di accesso agli atti non costituiscono di per sé 'legge diversa dalla legge penale' idonea a integrare una scusante penale se non richiamate espressamente dalla norma penale
Massime di principio
- L'omissione di atti d'ufficio ai sensi dell'art. 328 può riguardare anche attività di natura privatistica quando il pubblico ufficiale aveva il dovere di compierle per ragioni di tutela pubblica
- La sussistenza di ragioni di sicurezza pubblica va valutata concretamente: il rischio di rovina di un immobile anche se abitato da una sola persona può integrare tale requisito, salvo che si tratti di modesti manufatti inidonei a causare danni alla collettività
- La consumazione del reato omissivo può coincidere con il momento in cui l'atto dovuto è adottato o con il comportamento che attesta un rifiuto implicito; questo influisce sul decorso della prescrizione
- L'esistenza di una pronuncia civile (anche provvisoriamente esecutiva) o di segnalazioni di organi tecnici (es. Vigili del Fuoco) rafforza l'obbligo del pubblico ufficiale e non esclude automaticamente il profilo penale in caso di inazione
- L'errore di diritto relativo a norme estranee al diritto penale è in generale inescusabile; la buona fede invocata dal pubblico ufficiale richiede fondamento giuridico solido per essere scusante
- Il rigetto delle attenuanti generiche è legittimo se motivato da elementi concreti (p. es. pervicacia o condotta lesiva della parte offesa); in appello e in Cassazione la valutazione del merito è sindacabile solo se carente di motivazione
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