Cassazione Penale, Sentenza n. 49468/2022 del 29/12/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'assoluzione pronunciata dal Tribunale di Genova (sentenza 21/12/2021) per il reato di occupazione arbitraria del demanio marittimo (art. 1161 c. nav.), contestata in relazione a un esercizio commerciale in Camogli. Il ricorso deduce: (1) violazione di legge perché l'elemento soggettivo del reato dovrebbe essere valutato al momento della costruzione del manufatto e perché un eventuale errore sulla qualifica demaniale sarebbe errore sul precetto penale inescusabile ai sensi dell'art. 5 c.p.; (2) violazione di legge per il mancato accertamento dell'impedimento all'uso pubblico del bene demaniale, rilevante ai fini dell'art. 1161.
La decisione
La Suprema Corte ha rigettato il ricorso del Procuratore. Ha confermato l'assoluzione del BOZZO con la formula "perché il fatto non costituisce reato", ritenendo che mancasse la prova della precisa consapevolezza dell'arbitrarietà dell'occupazione (elemento soggettivo richiesto dall'art. 1161). La Corte ha richiamato la giurisprudenza che qualifica la fattispecie come contravvenzione a struttura dolosa e ha considerato decisivi i fatti: il manufatto risale ai primi decenni del secolo scorso, la delimitazione della superficie demaniale risultava documentalmente incerta e non vi furono rilievi dall'Agenzia del Demanio fino al giorno precedente la contestazione. Ha inoltre escluso che l'indirizzo secondo cui «l'assenza di valido titolo concessorio integra arbitrarià» potesse trovare applicazione nel caso concreto, per le ragioni fattuali sopra ricordate.
Norme richiamate
art. 1161 cod. nav.
La norma incrimina l'occupazione arbitraria di spazio demaniale marittimo; la giurisprudenza interpretata dalla Corte richiede l'elemento soggettivo della "precisa consapevolezza" dell'arbitrarietà dell'occupazione (cioè dolo specifico), non punibilità per semplice colpa salvo condizioni di incertezza oggettiva dei confini o affidamento su titolo concessorio.
art. 5 cod. pen.
Riferito dal ricorrente come principio secondo cui l'errore sulla qualificazione demaniale costituirebbe errore sul precetto penale e quindi inescusabile; la Corte ha valutato che, alla luce delle circostanze fattuali (lunga storia costruttiva e assenza di rilievi), non risultava provata la inescusabilità dell'errore in capo all'imputato.
art. 1161 (citato anche come "cod. civ." nel testo per errore materiale)
Nel testo è riportata anche una menzione formale a "art. 1161 cod. civ.", probabilmente per errore materiale; l'interpretazione operata dalla Corte riguarda comunque l'art. 1161 relativo all'occupazione del demanio (come evidenziato altrove nel dispositivo) e ribadisce la necessità dell'arbitrarietà e della consapevolezza.
Massime di principio
- Per integrare il reato di occupazione arbitraria del demanio marittimo è richiesta la "precisa consapevolezza" di occupare arbitrariamente (dolo specifico); l'assenza di tale consapevolezza porta all'esclusione del reato.
- La documentazione storica del manufatto e l'assenza di rilievi o contestazioni da parte dell'ente demaniale per lunghi periodi possono essere elemento decisivo per escludere il dolo.
- La mera esiguità dell'area occupata non prova l'assenza di consapevolezza; ciò che conta è l'incertezza oggettiva sui confini demaniali o un affidamento ragionevole su un titolo concessorio che giustifichi la condotta.
- Un errore sulla qualificazione demaniale può configurarsi come errore sul precetto (art. 5 c.p.); la sua inescusabilità va valutata concretamente in base alle circostanze (prove, atti amministrativi, comportamenti dell'ente demaniale).
- Se vi è un titolo concessorio valido, o se l'occupazione è stata legittimata da atti amministrativi ovvero tollerata dalle autorità, ciò è idoneo ad escludere l'arbitrarietà e quindi il reato; viceversa, l'assenza di titolo o la scadenza di una concessione può integrare arbitrarià se l'agente era consapevole della situazione.
- In procedimenti simili l'onere probatorio circa la consapevolezza dell'arbitrarietà grava sull'accusa: prove documentali sulla delimitazione del demanio, comunicazioni o atti dell'ente demaniale e la datazione della costruzione sono elementi chiave da acquisire e valutare.
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