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Cassazione Civile, Ordinanza n. 23750/2025 del 23/08/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (committente)

La controversia

La controversia nasce da un contratto di appalto per la costruzione di un immobile. La società appaltatrice agiva in giudizio chiedendo la risoluzione del contratto per inadempimento del committente, il pagamento del saldo dei lavori eseguiti, il risarcimento del mancato guadagno e il valore di attrezzature asseritamente non rinvenute in cantiere. Il committente aveva in precedenza promosso un accertamento tecnico preventivo per far verificare vizi e difformità dell’opera e i costi di eliminazione. In primo grado era stata accolta la tesi dell’appaltatrice, con riconoscimento del grave inadempimento del committente e condanna di quest’ultimo al risarcimento/costi di eliminazione dei vizi. In appello, il committente deduceva che era invece l’appaltatrice ad essere inadempiente; la Corte d’appello aveva ribaltato la decisione, ritenendo grave l’inadempimento del committente e condannandolo al pagamento del valore dei lavori utili eseguiti, con compensazione tra i crediti. In cassazione il committente deduceva: 1) omesso esame di un fatto decisivo, cioè il pagamento di acconti per euro 19.370 oltre IVA, documentato e riconosciuto dalla stessa appaltatrice; 2) omesso esame di un fatto decisivo relativo alla sospensione del cantiere, che sarebbe stata disposta dal responsabile della sicurezza e non dal committente, con inerzia successiva imputabile all’appaltatrice.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il primo motivo di ricorso, ritenendo effettivamente omesso l’esame del fatto relativo agli acconti versati dal committente, fatto che risultava documentalmente e che la stessa appaltatrice aveva riconosciuto nei propri atti. Ha invece rigettato il secondo motivo, osservando che la Corte d’appello aveva già compiuto un apprezzamento di fatto sulla gravità comparata degli inadempimenti, valorizzando elementi documentali che mostravano la sostanziale ultimazione dei lavori e la disponibilità dell’appaltatrice a completarli. La sentenza impugnata è stata quindi cassata limitatamente al motivo accolto e la causa è stata rinviata alla Corte d’appello di Milano, anche per le spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 360 c.p.c.

    omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio

    Il vizio è configurabile quando il giudice di merito omette di considerare un fatto storico decisivo, risultante dagli atti e discusso tra le parti.

  • art. 1655 c.c.

    Il rapporto controverso è qualificato come contratto d’appalto, rispetto al quale rilevano l’inadempimento dell’appaltatore e del committente e la ripartizione dei reciproci crediti.

  • art. 1453 c.c.

    La risoluzione contrattuale è stata trattata come rimedio conseguente al grave inadempimento della parte ritenuta responsabile.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità il vizio di omesso esame di un fatto decisivo sussiste quando il fatto storico, principale o secondario, risulti dagli atti, sia stato discusso tra le parti e, se considerato, avrebbe potuto incidere sull’esito della decisione.
  • Il giudice di merito che procede alla valutazione comparativa degli inadempimenti in un appalto deve considerare tutti i fatti decisivi emergenti dagli atti, inclusi i pagamenti già eseguiti dal committente se rilevanti ai fini del saldo e della ricostruzione dell’equilibrio contrattuale.
  • Quando la decisione di merito si fonda su un apprezzamento di fatto sorretto da documenti e da valutazioni tecniche, la cassazione non può sostituire una diversa lettura delle risultanze probatorie se la censura non evidenzia un effettivo omesso esame di un fatto decisivo.
  • La compensazione tra crediti derivanti da un appalto deve essere costruita tenendo conto sia del valore delle opere utili eseguite sia delle somme già corrisposte a titolo di acconto, ove documentalmente provate.

Come è indicizzato

MaterieAppaltoImpugnazioni
RamiContrattiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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