Cassazione Penale, Sentenza n. 22045/2023 del 22/05/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato la conferma in appello della condanna per rapina e resistenza a pubblico ufficiale. I motivi dedotti includevano: 1) utilizzazione illegittima delle dichiarazioni del coimputato Claudio Fiorentini rese in assenza del difensore e contestualmente alla perquisizione; 2) mancata valutazione delle indagini difensive, in particolare un prelievo bancomat del Costa che proverebbe la sua ignoranza rispetto alla rapina; 3) contestazione del concorso nel reato di rapina poiche la consapevolezza dei ricorrenti sarebbe sopravvenuta dopo l'integrazione del reato; 4) presunta contraddittorieta e illogicità della motivazione; 5) omissione di valutazione di intercettazioni propedeutiche che escluderebbero il loro coinvolgimento; 6) richiesta di riqualificazione del fatto in favoreggiamento personale se la loro partecipazione fosse successiva; 7) dedotta assenza di dolo e alternativa ipotesi di concorso anomalo; 8) censura sulle aggravanti applicate, in particolare l'aver agito in piu persone e l'uso di arma, sostenendo che tali circostanze non fossero conosciute né prevedibili dai ricorrenti.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi come infondati, ritenendo manifestamente infondato il primo motivo e gli altri motivi non idonei a scalfire il quadro probatorio. La Corte ha affermato la utilizzabilità delle dichiarazioni spontanee del coimputato in assenza del difensore se emerge che siano rese liberamente e senza coercizione; ha ritenuto congrua e coerente la valutazione della Corte territoriale che, sulla base di intercettazioni e circostanze (tra cui conversazioni telefoniche e comportamenti durante il controllo), ha attribuito ai ricorrenti la consapevolezza di concorrere nella rapina. Non ha ammesso la riqualificazione in favoreggiamento né ha ritenuto fondata l'eccezione di assenza di dolo. Sono state confermate le aggravanti e disposta la condanna al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.
Norme richiamate
art. 350 cod. proc. pen.
Distinzione tra dichiarazioni rese in assenza del difensore; la Corte ritiene utilizzabili le dichiarazioni spontanee se emerge che siano state rese liberamente e senza coercizione, anche se rese alla polizia giudiziaria
art. 23, comma 8, d.l. 28 ottobre 2020, n. 137 (convertito)
Predisposizione del contraddittorio scritto in Cassazione per i procedimenti non richiesti a discussione orale, applicato nel procedimento
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Limiti e modalità di esposizione dei motivi in ricorso per cassazione, richiamata per la motivazione sintetica
art. 178, 191 cod. proc. pen.
Norme processuali richiamate nei motivi relativi alla utilizzazione di atti e all'istruzione probatoria; la Corte non ha ravvisato violazioni formali tali da inficiare la decisione
art. 546 e art. 125 cod. proc. pen.
Regole sull'appello e sul contenuto della motivazione; censure per mancata valutazione delle indagini difensive sono state ritenute inidonee a disarticolare il giudizio di merito
art. 628 cod. pen.
Norma che disciplina la rapina; la Corte ha ritenuto provato il concorso e la riconducibilità ai ricorrenti degli elementi tipici e delle aggravanti
art. 43 cod. pen.
Concetto di responsabilità penale e concorso di persone; la Corte ha ritenuto che i ricorrenti avessero la consapevolezza necessaria per il concorso
art. 116 cod. pen.
Ipotesi di concorso anomalo evocata dai ricorrenti; la Corte ha ritenuto la dedotta figura non applicabile alla luce della prova valutata
art. 59 cod. pen.
Criteri per la determinazione della pena e valutazione delle aggravanti, confermate dalla Corte territoriale
art. 616 cod. proc. pen.
Norma che disciplina la condanna alle spese processuali irrogata dalla Cassazione
Massime di principio
- Le dichiarazioni spontanee rese da un coimputato alla polizia giudiziaria possono essere utilizzate in giudizio anche se rese in assenza del difensore, purché emerga chiaramente che siano state rese liberamente e senza coercizione; spetta a chi eccepisce l'illegittimità indicare puntualmente gli atti viziati e dimostrare la loro incidenza decisiva sul giudizio
- In sede di legittimità la Corte non procede a un nuovo giudizio di merito: valutazioni probatorie basate su elementi circostanziali, intercettazioni e comportamenti dei coinvolti sono sindacabili solo se emerge un vizio di motivazione serio che disarticoli i nuclei essenziali della decisione
- La consapevolezza di concorrere in un reato può essere desunta da elementi comportamentali e conversazioni (ad es. offerte di disponibilità senza domanda di chiarimenti, tempistiche e modalità del viaggio), non solo da prove dirette
- La richiesta di riqualificazione del reato in favoreggiamento personale richiede prova che l'intervento sia intervenuto dopo l'integrazione del reato e che il contributo sia diretto a ostacolare l'accertamento; la mera partecipazione a una fase successiva non è automaticamente sufficiente
- L'onere di specificazione delle censure in cassazione è rigoroso: i motivi generici o indifferenziati tendono all'inammissibilità o al rigetto se non indicano i singoli atti viziati e la loro incidenza sul decisum
- Le aggravanti legate all'aver agito in piu persone o all'uso di arma possono essere ritenute anche se alcuni partecipanti non conoscevano tutti i dettagli, quando le modalità e le circostanze del fatto erano almeno conoscibili dai concorrenti
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