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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41308/2022 del 02/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Procuratore impugnava l'ordinanza del Tribunale di Marsala che, nell'ambito del giudizio direttissimo ai sensi dell'art. 450 c.p.p., aveva disposto la separazione del procedimento rispetto ai capi B (art. 648 c.p.) e C (art. 697 c.p.) perché per tali reati non sussistevano le condizioni legate all'arresto in flagranza; chiedeva l'annullamento per abnormità ritenendo che il Tribunale avesse esercitato un potere eccedente i casi e i limiti consentiti, determinando una regressione inammissibile del procedimento verso il rito ordinario.

La decisione

La Corte abbia dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto infondata la censura di abnormità: l'ordinanza impugnata è conforme all'art. 449 c.p.p., che consente la separazione quando il reato per cui si procede in direttissimo è connesso con altri reati privi delle condizioni di tale rito. La Corte ha inoltre richiamato la giurisprudenza su concetti di abnormità strutturale e funzionale, precisando che l'abnormità sussiste solo se il giudice esercita un potere non attribuitogli o lo esercita in un contesto radicalmente diverso da quello previsto dalla legge; nel caso di specie si è trattato al più della rilevazione di una nullità sanabile e non di un atto che imporrebbe al pubblico ministero un adempimento avente carattere di nullità insanabile.

Norme richiamate

  • art. 450 c.p.p.

    procedimento direttissimo

    norma che disciplina il giudizio direttissimo, contesto procedurale in cui è stata adottata l'ordinanza

  • art. 449 c.p.p.

    separazione del procedimento

    secondo la Corte autorizza la separazione quando il reato per cui è richiesto il giudizio direttissimo risulti connesso con altri reati per i quali mancavano le condizioni per il rito direttissimo

  • art. 648 c.p.

    reato contestato oggetto di separazione; citato per identificare la fattispecie sostanziale interessata

  • art. 697 c.p.

    reato contestato oggetto di separazione; citato per identificare la fattispecie sostanziale interessata

  • Giurisprudenza Sez. U. n. 20569 del 18/1/2018 (Ksouri)

    Sez. U. n. 20569, 18/1/2018

    distinzione tra abnormità strutturale (carenza di potere in astratto o in concreto) e abnormità funzionale (imposizione di adempimenti che determinano atti nulli rilevabili in futuro); indicazione che il pubblico ministero può ricorrere solo quando il provvedimento imponga atti nulli tali da compromettere la regolarità del processo

  • Giurisprudenza Sez. 2 n. 18653 del 2021

    sentenza richiamata nel ricorso ma ritenuta non pertinente dal giudice perché tratta di ipotesi diverse (restituzione degli atti in relazione ad altre posizioni soggettive non coinvolte dalla dichiarata nullità)

Massime di principio

  • Il giudice che procede in direttissimo può separare i capi d'imputazione non coperti dalle condizioni del rito (art. 449 c.p.p.), e restituire gli atti al pubblico ministero per il prosieguo con rito ordinario.
  • Il ricorso per cassazione per 'abnormità' è ammissibile solo se il giudice ha esercitato un potere non attribuitogli dall'ordinamento (carenza di potere in astratto) o lo ha esercitato in modo totalmente estraneo alla situazione prevista dalla legge (carenza di potere in concreto).
  • L'abnormità funzionale si verifica quando il provvedimento impone al pubblico ministero un adempimento che produce un atto nullo che comprometterebbe la regolarità del processo; in assenza di tale effetto il pubblico ministero deve conformarsi al provvedimento.
  • La semplice rilevazione di una nullità che può essere sanata non legittima automaticamente la qualificazione del provvedimento come abnorme; la restituzione degli atti per prosieguo con rito ordinario è legittima se prevista dalla norma.
  • Nelle decisioni future, il pubblico ministero dovrebbe valutare l'esistenza di una nullità insanabile prima di proporre ricorso per abnormità: ricorsi basati su mera discrezionalità del giudice o su errori non radicali saranno probabilmente dichiarati inammissibili.

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