Cassazione Penale, Sentenza n. 33799/2023 del 01/08/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso per vizi di motivazione: (1) la motivazione che avrebbe individuato un accordo criminoso tra Ranalli e il "dominUS" Manganaro è congetturale e non prova il dolo, essendo possibile una spiegazione in termini di amministratore apparente ed esecutore di decisioni altrui; (2) censura della valutazione della gravità del danno e della qualificazione delle fatture per operazioni inesistenti ai fini dell'aggravante ex art. 223, ritenendo che la Corte di merito abbia valutato il danno in termini di danno diretto concreto anziché secondo parametri giurisprudenziali rilevanti. Il ricorso contesta inoltre la ricostruzione del periodo di carica, la scarsa analisi dell'elemento soggettivo (dolo vs colpa grave) e la confusione tra le diverse forme di bancarotta fraudolenta documentale.
La decisione
La Corte di legittimità ha ritenuto il ricorso fondato: ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio ad altra sezione della Corte di Appello di Roma per un nuovo giudizio. La decisione basa l'annullamento sulla carenza motivazionale della sentenza di merito, in particolare sulla confusione tra l'accettazione del ruolo di amministratore formale e la prova del dolo necessario per le fattispecie di bancarotta, sulla mancata valutazione puntuale dell'elemento soggettivo e sulla non adeguata distinzione tra le forme di bancarotta documentale (dolo generico vs dolo specifico). Si dispone un nuovo esame complessivo del compendio probatorio, inclusa l'analisi delle dichiarazioni del ricorrente e la valutazione delle possibilità concrete di verifica da parte sua al momento dei fatti.
Norme richiamate
art. 606, lett. e) cod. proc. pen.
Norma richiamata come titolo di censura per vizio di motivazione nei motivi di ricorso in Cassazione; la Corte richiama l'esigenza di motivazione adeguata e circostanziata per fondare la condanna
art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.
Richiamata per i limiti di enunciazione dei motivi di ricorso; la Corte verifica la gravità e la ammissibilità dei motivi nei limiti procedurali
artt. 216 e 223 legge fallimentare (R.D. 267/1942)
Norme incriminatrici richiamate in relazione ai reati di bancarotta fraudolenta per distrazione e documentale e alla bancarotta da operazioni dolose; la Corte sottolinea che per la responsabilità penale dell'amministratore formale è necessario provare il dolo specifico o la consapevolezza e partecipazione attiva, non potendosi ricavare automaticamente il dolo dalla sola carica
art. 40, comma secondo, cod. pen.
Richiamato nel ragionamento sulla responsabilità dell'amministratore di diritto per omissione rispetto ai doveri di vigilanza: la norma impone di accertare il collegamento causale tra omissione e evento e l'elemento soggettivo richiesto per la punibilità
art. 2392, comma secondo, cod. civ.
Norma civilistica sulla vigilanza dell'amministratore; la Corte avverte che il richiamo a obblighi civilistici non può sostituire una prova del dolo penale e che non si può automatizzare la responsabilità penale in forza della posizione civilistica
art. 27 Cost.
Richiamato per il principio di personalità della responsabilità penale: la condanna richiede prova specifica del dolo personale e non può fondarsi su automatismi
Massime di principio
- La semplice qualifica di amministratore di diritto (amministratore apparente) non determina automaticamente la responsabilità penale per reati fallimentari: è necessario provare l'elemento soggettivo (dolo) o la partecipazione consapevole all'accordo criminoso.
- Il giudice deve distinguere chiaramente tra dolo e colpa (anche grave): molte condotte possono essere spiegate come negligenza e non come partecipazione dolosa, e la motivazione deve argomentare perché si esclude la buona fede o la mera negligenza.
- Occorre valutare temporalmente la nomina e le condotte contestate: la possibilità effettiva dell'amministratore di compiere verifiche e di impedire i fatti è un elemento cruciale per stabilire la rilevanza penale della sua omissione.
- Non si può dedurre automaticamente un accordo criminoso da indici costituiti da nomine strumentali o da rapporti societari: l'accordo va provato in modo specifico e non surrettiziamente tramite sommatoria di indici che possono anche essere letti come negligenza.
- Va operata una netta distinzione tra le due forme di bancarotta fraudolenta documentale: la irregolare tenuta delle scritture è collegata al dolo generico, mentre la sottrazione/distruzione/omessa tenuta è connessa al dolo specifico di recare pregiudizio ai creditori; la motivazione deve esplicitare quale forma si contesta e perché ricorre il corrispondente elemento soggettivo.
- Quando la sentenza di merito risulti lacunosa o confusa nella ricostruzione degli elementi essenziali (durata della carica, contezza delle operazioni, prova della disponibilità materiale di beni sottratti), la Cassazione può annullare e rinviare per nuovo esame.
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