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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9407/2025 del 06/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'Appello che lo aveva condannato per il reato di sostituzione di persona (artt. 81, 494 c.p.), deducendo tre motivi principali: (1) vizio di qualificazione del fatto e travisamento probatorio, sostenendo che la condotta fosse più correttamente sussumibile nella previgente fattispecie di falsità in scrittura privata (art. 485 c.p.) e contestando l'istruttoria circa la responsabilità di un collega (Firetto Davide); (2) errata esclusione dell'applicabilità dell'art. 131-bis c.p. (particolare tenuità del fatto) per mancanza di abitualità e di effettivo danno economico alla persona offesa; (3) mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche e omesso esame di doglianze difensive in materia di trattamento sanzionatorio.

La decisione

Il ricorso è stato respinto. La Corte di Cassazione ha ritenuto infondati tutti e tre i motivi: (i) ha confermato la corretta sussunzione nel reato di sostituzione di persona (art. 494 c.p.), spiegando la distinzione tra tale fattispecie e la falsità in scrittura privata (art. 485 c.p.) e rilevando che l'imputato ha utilizzato dati e documenti della persona offesa per compilare e sottoscrivere contratti a nome altrui finalizzati a procurare un vantaggio; (ii) ha escluso l'applicabilità della particolare tenuità avendo il giudice di merito motivato sul disvalore della condotta, la reiterazione e l'entità del danno (anche non patrimoniale); (iii) ha ritenuto legittimo il diniego delle attenuanti generiche perché adeguatamente motivato con riferimento agli elementi ritenuti decisivi. Conseguentemente è stata confermata la condanna, imposta la rifusione delle spese processuali e disposto che la liquidazione delle spese di parte civile ammessa al gratuito patrocinio sarà eseguita con decreto dalla Corte d'Appello di Palermo.

Norme richiamate

  • art. 494 cod. pen.

    La norma tutela la fede pubblica contro l'inganno consistente nella sostituzione di persona; integra reato chi sostituisce la propria all'altrui identità per procurare vantaggi o arrecare danno. Può essere assorbita da altro reato contro la fede pubblica solo se l'azione è unica; altrimenti può concorrere materialmente con altri delitti.

  • art. 485 cod. pen. (previgente fattispecie di falsità in scrittura privata)

    Protegge la genuinità e integrità dei documenti; richiede una modificazione o formazione di un documento falso/alterato rispetto alla realtà documentale preesistente. Non è sovrapponibile automaticamente all'art. 494: la falsità concerne il documento, la sostituzione concerne l'identità.

  • art. 131-bis cod. pen.

    La Corte ha ritenuto non applicabile l'istituto della particolare tenuità quando il giudice di merito rileva reiterazione, elevato disvalore della condotta e un danno (anche non patrimoniale), elementi che precludono il beneficio.

  • art. 606, comma 2, lett. e) cod. proc. pen.

    Norma citata in relazione ai limiti di sindacato della Cassazione sulla motivazione e sulle deduzioni di merito: il ricorso per cassazione va rigettato quando le doglianze non evidenziano un vizio di motivazione eliminabile in sede di legittimità.

  • artt. 132 e 133 cod. pen.

    Riferite in tema di discrezionalità del giudice nel determinare la pena e nella valutazione degli aumenti/diminuzioni per le circostanze aggravanti o attenuanti; il giudice di merito non è tenuto a considerare tutti gli elementi favorevoli o sfavorevoli purché motivi quelli ritenuti decisivi.

  • art. 541 cod. proc. pen., comma primo

    Norma citata in ordine alla condanna alle spese di parte civile; la decisione dispone la rifusione delle spese sostenute dalla parte civile ammessa al gratuito patrocinio.

  • art. 83 D.P.R. 115/2002

    Richiamato per la liquidazione delle spese della parte civile ammessa al gratuito patrocinio: provvede il giudice della sentenza passata in giudicato.

Massime di principio

  • L'uso dei dati anagrafici e la sottoscrizione di contratti a nome di altri, finalizzati a procurare un vantaggio, rientrano tipicamente nella fattispecie di sostituzione di persona (art. 494 c.p.) e non necessariamente nella falsità materiale di scrittura privata (art. 485 c.p.), salvo che ricorra una specifica alterazione o formazione di documento falso distinta dall'azione di sostituzione.
  • La distinzione pratica: se l'illecito consiste primariamente nel travisamento dell'identità di una persona davanti a terzi per ottenere un vantaggio, prevale l'art. 494; se invece l'atto consiste nella creazione o alterazione del documento stesso (divergenza tra autore apparente e reale o modifica postuma), opera l'art. 485.
  • La particular tenuità (art. 131-bis) non si applica se il giudice di merito documenta la reiterazione del comportamento, l'elevato disvalore della condotta o l'esistenza di un danno, anche non strettamente patrimoniale.
  • Il coinvolgimento di terzi o la disponibilità dei documenti da parte di altri non esclude automaticamente la responsabilità penale dell'agente se da questi risulta il dolo specifico di procurarsi un vantaggio mediante la sostituzione.
  • Sul piano sanzionatorio, la valutazione delle attenuanti generiche e della determinazione della pena è rimessa alla discrezionalità motivata del giudice di merito: in sede di legittimità si verifica principalmente la presenza di adeguata motivazione e l'assenza di macroscopiche illogicità.

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