Sentenza n. 845/2026 - Brescia, Sezione 2
per l'annullamento del provvedimento prot. n. INPS.2600.04/04/2024.0060712, comunicato all'istante a mezzo PEC del 04/04/2024, con il quale si nega il riconoscimento della valorizzazione di sei scatti sulla buonuscita; nonché ogni altro atto presupposto, connesso, complementare o conseguente, anche allo stato non conosciuto.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego del riconoscimento della valorizzazione di sei scatti stipendiali nella liquidazione dell'indennità di buonuscita
Esito
Favorevole al ricorrente (dipendente pubblico)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente, già dipendente della Polizia di Stato, cessato dal servizio a domanda dopo aver compiuto 55 anni di età e maturato 35 anni di servizio utile, ha impugnato il diniego dell'INPS alla rideterminazione del trattamento di fine servizio mediante computo dei sei scatti stipendiali previsti dall'art. 6-bis del d.l. n. 387/1987. Ha dedotto la violazione della disciplina normativa applicabile, sostenendo che il beneficio spettasse anche in caso di cessazione a domanda al ricorrere dei requisiti anagrafici e contributivi, nonché la violazione dei principi di eguaglianza, ragionevolezza e buona amministrazione. Ha inoltre sostenuto che il termine di prescrizione decorresse dall'ultimo ordinativo di pagamento della buonuscita. L'INPS ha eccepito il difetto di legittimazione passiva, affermando di essere vincolato ai dati trasmessi dall'amministrazione di appartenenza, e, nel merito, ha dedotto l'infondatezza della pretesa e la decadenza dal beneficio per mancata osservanza del termine previsto per la domanda di collocamento in quiescenza.
La decisione
Il TAR ha respinto l'eccezione di carenza di legittimazione passiva dell'INPS, rilevando che l'ente previdenziale è l'unico soggetto obbligato a corrispondere l'indennità di buonuscita e che la controversia relativa alla sua erogazione deve essere instaurata nei suoi confronti. Nel merito, ha accolto il ricorso. Ha ritenuto applicabile l'art. 6-bis del d.l. n. 387/1987, come modificato, anche al personale cessato a domanda che abbia compiuto 55 anni di età e maturato 35 anni di servizio utile. L'art. 4 del d.lgs. n. 165/1997, che prevede un regime oneroso per gli aumenti periodici in caso di cessazione a domanda, è stato interpretato come disposizione operante ai soli fini pensionistici e non impeditiva del computo degli scatti nella base di calcolo del trattamento di fine servizio. L'abrogazione dell'art. 11 della legge n. 231/1990 da parte del codice dell'ordinamento militare non determina la reviviscenza della previgente disciplina restrittiva dell'art. 1, comma 15-bis, del d.l. n. 379/1987. È stata inoltre respinta l'eccezione di decadenza, poiché il termine previsto dall'art. 6-bis, comma 2, non individua con sufficiente chiarezza una decadenza e riguarda i presupposti sostanziali del beneficio, non un onere procedimentale. Il TAR ha accertato il diritto del ricorrente ai sei scatti e ha condannato l'INPS a rideterminare, entro sessanta giorni dalla notificazione o comunicazione della sentenza, l'indennità di buonuscita includendo gli scatti nella base di calcolo, con le conseguenze di legge. L'INPS è stato altresì condannato alle spese di lite, liquidate in euro 2.500, oltre accessori e rimborso del contributo unificato se versato.
Norme richiamate
art. 6-bis d.l. 21 settembre 1987, n. 387, conv. in l. n. 472/1987, come modificato dall'art. 21 l. n. 232/1990
Al personale della Polizia di Stato ... che cessa dal servizio per età o perché divenuto permanentemente inabile al servizio o perché deceduto, sono attribuiti ai fini del calcolo della base pensionabile e della liquidazione dell'indennità di buonuscita ... sei scatti ciascuno del 2,50 per cento ... Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche al personale che chieda di essere collocato in quiescenza a condizione che abbia compiuto i 55 anni di età e trentacinque anni di servizio utile
La disposizione attribuisce il beneficio dei sei scatti anche al personale cessato a domanda che abbia compiuto 55 anni e maturato 35 anni di servizio utile; il beneficio rileva ai fini della liquidazione del trattamento di fine servizio.
art. 4 d.lgs. n. 165/1997
Gli aumenti periodici ... sono attribuiti ... all'atto della cessazione dal servizio da qualsiasi causa determinata, con esclusione del collocamento in congedo a domanda ... Gli aumenti periodici ... sono, altresì, attribuiti al personale che cessa dal servizio a domanda previo pagamento della restante contribuzione previdenziale
Il regime oneroso previsto per la cessazione a domanda opera ai fini pensionistici e non esclude il riconoscimento dei sei scatti nella liquidazione del trattamento di fine servizio disciplinata dall'art. 6-bis del d.l. n. 387/1987.
art. 1, comma 15-bis, d.l. n. 379/1987, conv. in l. n. 468/1987, come modificato dall'art. 11, comma 1, l. n. 231/1990
Ai sottufficiali ... che cessano dal servizio per età o perché divenuti permanentemente inabili ... o perché deceduti, sono attribuiti ... sei scatti ...
La previgente disciplina restrittiva non può ritenersi nuovamente vigente per effetto dell'abrogazione delle modifiche successive, poiché l'abrogazione non determina di regola la reviviscenza delle norme precedentemente abrogate.
art. 1911, comma 3, d.lgs. n. 66/2010, codice dell'ordinamento militare
Al personale delle Forze di polizia a ordinamento militare continua ad applicarsi l'articolo 6-bis del decreto legge 21 settembre 1987, n. 387
La norma conferma la perdurante applicazione dell'art. 6-bis del d.l. n. 387/1987 al personale delle Forze di polizia a ordinamento militare.
art. 2268, comma 1, lett. 872, d.lgs. n. 66/2010, codice dell'ordinamento militare
Sono o restano abrogati ... legge 8 agosto 1990, n. 231, esclusi articoli 4; 5, commi 1 e 2; 7; 9 e 10
L'abrogazione dell'art. 11 della legge n. 231/1990 non comporta la reviviscenza della precedente formulazione limitativa dell'art. 1, comma 15-bis, del d.l. n. 379/1987.
art. 38 d.P.R. n. 1032/1973
Concorrono altresì a costituire la base contributiva gli assegni e le indennità previsti dalla legge come utili ai fini del trattamento previdenziale
L'elenco delle voci rilevanti per l'indennità di buonuscita non è chiuso alle sole voci indicate nella disposizione, comprendendo anche quelle previste da altre norme, tra cui l'art. 6-bis del d.l. n. 387/1987.
Massime di principio
- L'INPS è il soggetto passivamente legittimato nelle controversie aventi a oggetto l'erogazione o la rideterminazione dell'indennità di buonuscita, poiché è l'unico obbligato al relativo pagamento; l'amministrazione di appartenenza non è destinataria della pretesa patrimoniale relativa all'erogazione del TFS.
- Il personale della Polizia di Stato che cessa dal servizio a domanda ha diritto al computo dei sei scatti stipendiali nella base di calcolo del trattamento di fine servizio quando abbia compiuto 55 anni di età e maturato 35 anni di servizio utile, ai sensi dell'art. 6-bis del d.l. n. 387/1987.
- Il regime oneroso previsto dall'art. 4 del d.lgs. n. 165/1997 per gli aumenti periodici spettanti al personale cessato a domanda opera ai fini pensionistici e non impedisce il riconoscimento dei sei scatti ai fini della liquidazione del trattamento di fine servizio previsto dall'art. 6-bis del d.l. n. 387/1987.
- L'abrogazione di una norma modificativa non determina, in assenza di un'espressa previsione legislativa, la reviviscenza della precedente formulazione della norma modificata; pertanto, l'abrogazione dell'art. 11 della l. n. 231/1990 non ripristina la disciplina restrittiva dell'art. 1, comma 15-bis, del d.l. n. 379/1987.
- Il termine previsto per la presentazione della domanda di collocamento in quiescenza dall'art. 6-bis, comma 2, del d.l. n. 387/1987 non comporta decadenza dal beneficio quando la disposizione non individui in modo chiaro e univoco tale conseguenza e si riferisca ai presupposti sostanziali del beneficio, anziché a un onere procedimentale.
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