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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30209/2022 del 29/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva dichiarato inammissibile la richiesta di riesame avverso il sequestro preventivo disposto dal GIP del Tribunale di Roma (13/10/2021) sulle somme depositate sui conti intestati alla società Sanvoisin & Co. s.r.l. per un importo complessivo fino a euro 320.000 (vincolo su euro 290.890,77 conto Fineco e euro 29.108,23 conto BPER). Il ricorrente, socio della società, sosteneva di avere legittimazione a proporre il riesame e un interesse concreto ed attuale alla restituzione delle somme.

La decisione

Il ricorso per cassazione è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto corretta l'ordinanza del Tribunale che aveva escluso la legittimazione del socio a proporre il riesame in proprio, affermando che la titolarità processuale spetta al legale rappresentante della società e non ai soci che hanno al più una disponibilità indiretta sui beni societari. La Corte ha richiamato la giurisprudenza consolidata che richiede, inoltre, che il difensore che agisca per l'ente sia munito di procura speciale. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • art. 110 cod. pen.

    Articolo citato come norma coinvolta nel capo di imputazione (concorso di persone nel reato), senza un'interpretazione giurisprudenziale specifica nella motivazione oltre al richiamo al reato contestato.

  • art. 648-bis cod. pen.

    Norma che disciplina il reato contestato (ricettazione) e richiamata come titolo di imputazione; non incide direttamente sulla questione di legittimazione a proporre il riesame, ma costituisce il contesto del sequestro preventivo.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma applicata per la condanna alle spese processuali e al pagamento alla Cassa delle ammende a carico del ricorrente per il ricorso dichiarato inammissibile.

  • Sez. 6, n. 16860 del 19/03/2019, Cuppari, Rv. 275934

    Sez. 6, n. 16860 del 19/03/2019, Cuppari, Rv. 275934

    Principio richiamato: nella confisca/sequestro di beni societari la legittimazione ad impugnare spetta al legale rappresentante dell'ente e non ai soci, i quali non hanno titolarità giuridica qualificata sui beni societari.

  • Sez. 1, n. 6779 del 08/01/2019, Firriolo, Rv. 274992

    Sez. 1, n. 6779 del 08/01/2019, Firriolo, Rv. 274992

    Conferma che l'indagato non titolare del bene sequestrato è legittimato a chiedere il riesame solo se vanta un interesse concreto ed attuale, individuabile nell'interesse alla restituzione dell'oggetto del sequestro.

  • Sez. 5, n. 2465 del 24/09/2018, dep. 2019, Berna, Rv. 275257

    Sez. 5, n. 2465 del 24/09/2018, dep. 2019, Berna, Rv. 275257

    Principio richiamato: il difensore che agisca per l'ente proprietario del bene sequestrato deve essere munito, al momento del deposito dell'impugnazione, di procura speciale; la mera nomina difensiva non è sufficiente.

Massime di principio

  • In caso di sequestro di somme o beni intestati a una società di capitali, la legittimazione ad impugnare il provvedimento ablatorio spetta al legale rappresentante dell'ente e non ai singoli soci.
  • Un socio che non sia legale rappresentante non può proporre il riesame in proprio a tutela dei beni societari, salvo che dimostri un interesse concreto e attuale alla restituzione autonomo rispetto ai diritti societari ordinari.
  • Se il difensore che propone il riesame agisce anche in qualità di legale rappresentante della società, è necessaria la procura speciale per l'ente al momento del deposito dell'impugnazione; la sola nomina difensiva non basta.
  • Prima di proporre un riesame contro un sequestro societario è opportuno verificare la titolarità del bene e la qualità processuale del ricorrente (legale rappresentante o soggetto con interesse diretto), per evitare l'inammissibilità e le relative condanne per spese e sanzioni pecuniarie.
  • L'indagato non titolare del bene sequestrato può comunque impugnare solo se riesce a dimostrare un interesse concreto alla restituzione dell'oggetto del sequestro; in caso contrario l'impugnazione rischia di essere dichiarata inammissibile.

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