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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7463/2025 del 24/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il difensore di Pizzini impugna l'ordinanza che ha ritenuto sussistente il reato di rapina (art. 628 c.1 e c.3 n.1 c.p.) e ha imposto la misura dell'obbligo di presentazione giornaliera. Si deduce che l'azione fosse frazionata in due condotte distinte: un tentativo iniziale — minaccia volto ad asportare il registratore di cassa, poi abbandonato alla reazione della persona offesa — e un successivo, immediato e autonomo impossessamento di una scatola di caramelle durante l'uscita dal negozio. Pertanto si sostiene che la seconda condotta non sia prosecuzione della prima (desistenza dalla rapina) e non possa qualificarsi come rapina. Si eccepisce inoltre la mancanza delle esigenze cautelari: l'ordinanza non conterrebbe elementi concreti e attuali a fondamento del pericolo di recidiva e avrebbe sovrastimato i titoli di reato senza valutazione complessiva dei fatti accertati.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che il Tribunale di Roma avesse adeguatamente motivato la qualificazione della condotta come unitaria e la sussistenza dei gravi indizi di rapina, non ravvisando un significativo iato temporale o fattuale tra le due azioni. Quanto alle esigenze cautelari, il Tribunale ha valutato rilevanti sia l'uso di un'arma (coltello) nella minaccia sia i precedenti dell'indagato, motivando in modo congruente la misura dell'obbligo di presentazione. Per l'inammissibilità, la Cassazione ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e a versare alla Cassa delle ammende la somma di euro 3.000,00 ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 628 cod. pen.

    La condotta è stata interpretata come rapina nella sua forma unitaria considerando la continuità tra la minaccia per asportare il registratore e l'immediato impossessamento di beni (caramelle), ritenendo assente un iato significativo che interrompesse l'azione criminosa

  • art. 273 cod. proc. pen.

    Il vizio relativo all'insussistenza dei gravi indizi è sindacabile in Cassazione solo se si traduce in violazione di norme di legge ovvero in mancanza o manifesta illogicità della motivazione; non è consentito un riesame libero della valutazione probatoria di merito

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Autorità utilizzata per irrogare la sanzione pecuniaria e disporre il pagamento delle spese a carico del ricorrente a seguito della dichiarazione di inammissibilità

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non può sostituirsi al giudice di merito nella valutazione del peso e dell'attendibilità delle prove; il suo controllo è limitato alla verifica della correttezza giuridica e della logicità della motivazione
  • Perché due atti siano considerati un'unica rapina occorre che vi sia continuità e assenza di un significativo iato temporale o fattuale tra le condotte: se il giudice di merito dà adeguata motivazione in tal senso, tale valutazione difficilmente è rimediabile in Cassazione
  • La presenza di un'arma e i precedenti dell'indagato sono elementi rilevanti per la sussistenza delle esigenze cautelari e possono giustificare misure come l'obbligo di presentazione
  • Per impugnare con successo la qualificazione giuridica o l'applicazione di misure cautelari in sede di legittimità, è necessario dimostrare violazioni di legge specifiche o una motivazione manifestamente illogica o assente nel provvedimento impugnato

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