Ordinanza n. 1931/2026 - Napoli, Sezione 8
per l'annullamento, previa sospensione: -del provvedimento di diniego di condono L. 47/1985, prot. n. 5555, del 10/03/1986 pratica n. 308, emesso dal Comune di Maddaloni (CE) e notificato ad alcuni ricorrenti in data 04.12.2025; - di ogni altro atto e/o provvedimento comunque annesso, connesso e/o presupposto.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego o declaratoria di improcedibilità dell'istanza di condono edilizio presentata ai sensi della l. 47/1985
Esito
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato il provvedimento comunale relativo all'istanza di condono presentata nel 1986 dal loro dante causa, deducendo che le opere abusive ulteriormente realizzate sull'immobile sarebbero diverse e autonome rispetto al manufatto originariamente rappresentato nella domanda di sanatoria. Secondo i ricorrenti, il Comune avrebbe dovuto definire favorevolmente il condono limitatamente alle opere conformi all'istanza e, per gli eventuali ampliamenti successivi o difformi, adottare separati provvedimenti repressivi, eventualmente disponendone la demolizione. Il Comune ha invece ritenuto che l'attuale fabbricato fosse stato alterato mediante ulteriori e consistenti ampliamenti, tali da trasformare e ampliare significativamente l'originario manufatto. Il TAR ha rilevato la necessità di verificare se le opere ulteriori abbiano determinato una radicale trasformazione dell'edificio originario, con apprezzabile aumento volumetrico e perdita della sua autonomia funzionale e strutturale, sino a configurare una nuova costruzione.
La decisione
Il TAR non ha ancora deciso la domanda cautelare né il merito del ricorso. Richiamando una precedente ordinanza cautelare resa nel giudizio contro l'ordinanza di demolizione, il Collegio ha rilevato che il Comune aveva dimostrato, sia pure nella cognizione sommaria propria della fase cautelare, che le opere colpite dalla demolizione non erano comprese nell'istanza di condono. Poiché la distinzione tra manufatto originario e opere ulteriori non è sufficiente, da sola, a definire la controversia, il TAR ha disposto un adempimento istruttorio: il Comune dovrà depositare entro 30 giorni dalla notificazione o comunicazione dell'ordinanza una relazione motivata e documentata, precisando l'attuale consistenza del manufatto originario e dei manufatti ulteriori contestati e chiarendo se questi ultimi abbiano radicalmente trasformato il manufatto, dando luogo a una nuova costruzione. È stata fissata la prosecuzione della camera di consiglio al 21 maggio 2026.
Norme richiamate
l. 47/1985
La domanda di condono edilizio presentata nel 1986 costituisce il presupposto dell'atto impugnato; il testo non specifica ulteriori disposizioni della legge applicate dal Collegio.
art. 65 c.p.a.
Richiamato quale base normativa dei poteri istruttori del giudice amministrativo.
art. 66 c.p.a.
Richiamato insieme agli artt. 65 e 67 c.p.a. nell'ambito della disciplina degli incombenti istruttori.
art. 67 c.p.a.
Richiamato insieme agli artt. 65 e 66 c.p.a. nell'ambito della disciplina degli incombenti istruttori.
Massime di principio
- Quando, dopo la presentazione di una domanda di condono edilizio, l'immobile risulta interessato da ulteriori opere abusive, la decisione sulla sanatoria richiede di distinguere il manufatto oggetto dell'istanza dalle opere successive e di accertare se queste ultime abbiano soltanto incrementato il volume oppure abbiano radicalmente trasformato l'edificio originario, determinando una nuova costruzione priva di autonomia funzionale e strutturale rispetto a esso.
- Ai fini della decisione su un diniego o su una declaratoria di improcedibilità di un'istanza di condono edilizio, il giudice può disporre che il Comune depositi una relazione motivata e documentata sull'attuale consistenza del manufatto originario e delle opere ulteriori contestate, quando tale accertamento fattuale sia necessario per stabilire la rilevanza delle trasformazioni intervenute.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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