Sentenza n. 229/2026 - Genova, Sezione 2
per l’esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Savona, Sezione Lavoro, 13.5.2025, n. 145.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Savona, Sezione Lavoro, 13 maggio 2025, n. 145, relativa all’attribuzione della carta del docente per l’annualità 2024/25
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza per ottenere l’esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Savona, Sezione Lavoro, n. 145 del 13 maggio 2025. Tale sentenza aveva condannato il Ministero dell’Istruzione e del Merito ad attribuirle la carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente, del valore di 500 euro per ogni anno scolastico, relativamente all’annualità 2024/25, oltre agli interessi o alla rivalutazione dalla data in cui il diritto all’accredito era sorto sino alla concreta attribuzione. La ricorrente ha dedotto l’inottemperanza dell’amministrazione. Il Ministero si è costituito senza formulare contestazioni nel merito. È inoltre decorso inutilmente il termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso di ottemperanza, rilevando l’assenza di contestazioni sostanziali da parte del Ministero e l’inutile decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto dall’art. 14 del d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997. Ha ordinato al Ministero di dare esecuzione alla sentenza del Tribunale di Savona entro 60 giorni dalla comunicazione della pronuncia, mediante l’emissione della carta del docente intestata alla ricorrente e l’accredito delle somme relative all’annualità 2024/25. Per l’eventuale ulteriore inottemperanza, ha nominato commissario ad acta il Direttore della Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, attribuendogli il compito di provvedere in sostituzione dell’amministrazione entro i successivi 30 giorni. Il Ministero è stato condannato al pagamento delle spese di lite, liquidate in 500 euro oltre accessori, con distrazione in favore dei difensori antistatari.
Norme richiamate
art. 22, comma 36, l. n. 724/1994
oltre a interessi o rivalutazione, ai sensi dell’art. 22, comma 36, della L. n. 724 del 1994, dalla data del diritto all’accredito alla concreta attribuzione
La sentenza del giudice del lavoro, posta in esecuzione, aveva previsto il riconoscimento di interessi o rivalutazione dalla maturazione del diritto all’accredito sino alla concreta attribuzione.
art. 14 d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997
termine dilatorio di centoventi giorni dalla notificazione del titolo esecutivo
Decorso inutilmente il termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo, è possibile ordinare l’esecuzione coattiva del giudicato nei confronti dell’amministrazione.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza, l’inutile decorso del termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo consente al giudice amministrativo di ordinare all’amministrazione l’esecuzione del giudicato, quando l’obbligo risultante dal titolo sia non contestato e determinato.
- L’ordine di ottemperanza può imporre all’amministrazione l’adozione di uno specifico atto esecutivo e la corresponsione delle somme dovute, entro un termine fissato dal giudice.
- In caso di persistente inottemperanza successiva al termine assegnato, il giudice può nominare un commissario ad acta, individuato anche in un dirigente dell’amministrazione obbligata, con il compito di provvedere in sostituzione dell’amministrazione entro un ulteriore termine.
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