Cassazione Penale, Sentenza n. 9410/2022 del 18/03/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente ha impugnato la sentenza per bancarotta fraudolenta patrimoniale, contestando la valutazione dell'elemento soggettivo del reato. Ha sostenuto che i soci avevano in precedenza rinunciato ai compensi e dunque avevano effettivamente aumentato la disponibilità patrimoniale della società; i prelievi a titolo di anticipi su utili sarebbero stati utilizzati per pagare tributi personali anteriori alla crisi e non avrebbero costituito consapevole rappresentazione del pregiudizio per il ceto creditorio, mancando il dolo necessario.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendo che riproponesse questioni già esaminate dalla Corte territoriale. Ha confermato la valutazione della Corte d'appello secondo cui gli anticipi su utili non conseguiti integrano la materialità della distrazione e che, sotto il profilo soggettivo, era verosimile la consapevolezza del rischio di danno per i creditori (dolo generico, anche eventuale). Si è inoltre valorizzato che i tributi pagati con le somme anticipate si riferivano ad anni anteriori alla crisi e che i soci avevano operato pluriennali prelievi senza reintegrare. Per effetto dell'inammissibilità del ricorso, il giudice di legittimità ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali, alla rifusione delle spese della parte civile (euro 2.200,00 oltre accessori) e al versamento di euro 3.000,00 in favore della cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 23, comma 8, d.l. 28 ottobre 2020, n. 137
art. 23, comma 8, d.l. 28 ottobre 2020, n. 137
Richiamata in relazione alla tenuta dell'udienza in forma differente (disposizione processuale emergenziale); non incide sul merito della decisione
art. 616 cod. proc. pen.
Prevede la condanna alle spese processuali e, in caso di inammissibilità per profili di colpa, il versamento di una somma alla cassa delle ammende; norma applicata per irrogare la sanzione pecuniaria di euro 3.000,00
Giurisprudenza della Cassazione (Sez. 5, varie pronunce)
Sez. 5 n. 51715 del 05/11/2014; Sez. 5 n. 40981 del 15/05/2014; Sez. 5 n. 42568 del 19/06/2018; Sez. 5 n. 14783 del 09/03/2018; Sez. 5 n. 10941 del 20/12/1996
Conferma il principio che, per la bancarotta fraudolenta patrimoniale per distrazione, è sufficiente il dolo generico: la consapevolezza della possibilità che l'operazione patrimoniale possa arrecare pregiudizio ai creditori; l'intento specifico di causare il danno non è necessario
Corte Costituzionale, sent. n. 186 del 7-13 giugno 2000
Corte Costituzionale n. 186 del 7-13 giugno 2000
Richiamata come principio che giustifica l'applicazione di sanzioni pecuniarie quando il ricorso manifesti profili di colpa; motivazione della sanzione alla cassa delle ammende
Massime di principio
- Gli anticipi su utili non conseguiti costituiscono materialmente distrazione del patrimonio sociale: il distacco delle somme è il fatto tipico della bancarotta patrimoniale per distrazione.
- Per la bancarotta fraudolenta patrimoniale non è richiesto l'intento specifico di danneggiare i creditori: è sufficiente la consapevolezza della possibilità che l'operazione possa arrecare pregiudizio (dolo generico, anche eventuale).
- La temporalità delle obbligazioni è rilevante: se i pagamenti con somme sottratte riguardano anni anteriori all'insorgere della crisi, è meno verosimile che i prelievi siano giustificati dalla necessità di salvare l'azienda.
- Prelievi ripetuti e non reintegrati nel tempo rafforzano l'apprezzamento della responsabilità per distrazione, anche in assenza di prova di volontà esplicita di arrecare danno.
- In Cassazione non è ammesso un semplice riesame dei fatti e delle valutazioni critiche già compiute dal giudice del merito; le doglianze che ripropongono le stesse questioni sono normalmente dichiarate inammissibili.
- Chi propone ricorso infondato o colposo può essere condannato non solo alle spese processuali ma anche al pagamento di una somma alla cassa delle ammende; è quindi opportuno valutare attentamente la fondatezza giuridica del ricorso prima di proporlo.
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