Cassazione Penale, Sentenza n. 37291/2023 del 13/09/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di Messina che aveva confermato la custodia cautelare in carcere per reati di traffico di stupefacenti (artt. 73 e 74 d.P.R. 309/90), contestando la qualificazione come associazione per delinquere. Le censure miravano a: carenza e illogicità della motivazione sulla partecipazione associativa (mancanza di prova di una stabile affectio societatis e di un contributo funzionale durevole), erronea valutazione della durata e sistematicità dei rapporti con il capo gruppo (Cuscinà), violazioni di norme processuali a pena di nullità e mancata considerazione dell'adeguatezza di misure meno afflittive (arresti domiciliari con controllo elettronico), con richiesta di applicazione di misure alternative.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse fornito una motivazione adeguata e logica: le dichiarazioni del collaboratore di giustizia sono state puntualmente riscontrate da videoriprese e intercettazioni; dagli incontri ripetuti, dalle modalità ricorrenti e dall'entità delle forniture (es. 500 g di cocaina per partita, corrispettivi di 20.000 euro) emergevano elementi idonei a configurare un rapporto durevole e la partecipazione all'associazione. Quanto alle esigenze cautelari, la Corte ha ritenuto corretto l'uso della presunzione prevista dall'art. 275, comma 3 cod. proc. pen. e che la difesa non avesse fornito elementi specifici idonei a superarla; inoltre il Tribunale aveva motivato sull'inadeguatezza degli arresti domiciliari, richiamando la gravità, la reiterazione e la pericolosità personale dell'indagato.
Norme richiamate
art. 309 cod. proc. pen.
Norma che consente il riesame delle misure cautelari; qui richiamata come competenza del Tribunale di Messina per la decisione impugnata.
art. 73 d.P.R. 309/90
Norma sostanziale sul commercio e traffico di stupefacenti, riferita ai reati-fine contestati.
art. 74 d.P.R. 309/90
Disciplina l'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti; la Corte ha ritenuto che il contributo del ricorrente, anche se limitato nel tempo, possa integrare la partecipazione se consistente e sistematica.
art. 273 cod. proc. pen.
Regola il giudizio sulla gravità degli indizi; la Corte ricorda che, in sede cautelare, basta il requisito della gravità indiziaria.
art. 275, comma 3 cod. proc. pen.
Prevede presunzioni relative di sussistenza delle esigenze cautelari e dell'adeguatezza della custodia in carcere per taluni reati; la Corte ha ritenuto correttamente applicata tale presunzione, non superata dalla difesa.
art. 275-bis cod. proc. pen.
Prevede misure di controllo a distanza (es. braccialetto elettronico); la Corte ha rilevato che il Tribunale ha implicitamente valutato l'inidoneità di tali misure nel caso concreto.
art. 274 cod. proc. pen.
Regola le esigenze cautelari (pericolo di fuga, reiterazione, inquinamento probatorio): la Corte ha confermato che il Tribunale ha fondato la scelta della misura sulla gravitaà e reiterazione dei fatti.
art. 292 cod. proc. pen.
Norma sui presupposti della misura cautelare: la Corte richiama l'obbligo di valutare la pericolosità anche in rapporto al tempo trascorso, ma ritiene esaustiva la motivazione del Tribunale.
art. 192 cod. proc. pen.
Richiede precisione e concordanza delle dichiarazioni; la Corte osserva che in sede cautelare non si richiedono gli stessi requisiti di certezza del giudizio di merito, bensì la gravitaà degli indizi.
art. 606, comma 1, lett. c) ed e) cod. proc. pen.
Criteri di formulazione dei motivi di cassazione: richiamati in quanto invocati dal ricorrente; la Corte ha ritenuto i motivi infondati.
Massime di principio
- La partecipazione ad un'associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti può essere comprovata anche tramite facta concludentia (contatti continuativi, modalità ricorrenti, impiego di canali comuni, quantità e valore delle forniture) e non richiede un patto formale espresso.
- In sede cautelare basta la gravità degli indizi (art. 273 c.1): i requisiti di precisione e concordanza richiesti per il giudizio di merito non sono integralmente applicabili.
- La presunzione relativa prevista dall'art. 275 c.3 (adeguatezza della custodia in carcere per talune fattispecie) opera salvo elementi specifici della difesa che la superino; il giudice deve valutare se la difesa abbia prodotto fatti concreti idonei a superare la presunzione.
- La possibilità di misure meno afflittive (arresti domiciliari con controllo elettronico) deve essere motivata se ritenuta inidonea: il giudice che rifiuta tali misure deve indicare, anche sinteticamente, le ragioni concrete dell'inadeguatezza rispetto alle esigenze cautelari.
- La distanza temporale dai fatti rileva nella valutazione della pericolosità, ma non esclude automaticamente misure cautelari se sussistono elementi che attestano la persistenza del pericolo o la natura particolarmente grave e ripetuta dei reati.
- Le dichiarazioni del collaboratore di giustizia, se adeguatamente riscontrate da elementi tecnici (videoriprese, intercettazioni), costituiscono un riscontro rilevante ai fini della gravitaà indiziaria.
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