Sentenza n. 1666/2026 - Firenze, Sezione 2
per l'annullamento - del decreto di rigetto del ricorso gerarchico notificato il -OMISSIS- preso in pari data dal Prefetto di -OMISSIS- al prot.n. 00-OMISSIS- circa il rifiuto della domanda di rilascio del permesso di soggiorno UE soggiornanti di lungo periodo, nonché il rinnovo del precedente permesso di soggiorno per lavoro autonomo scaduto il 23 gennaio 2021 in favore del sig. -OMISSIS- -OMISSIS- e di ogni provvedimento ad esso ricollegato; - nonché di ogni altro atto presupposto, connesso e conseguente e ancorché incognito
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: decreto prefettizio di rigetto del ricorso gerarchico contro il diniego del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo e del rinnovo del permesso per lavoro autonomo
Esito
Favorevole al resistente (prefettura)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente aveva presentato domanda per il rilascio del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo e, dopo interlocuzioni con la Questura, si era dichiarato disponibile a rinunciarvi in favore del rilascio di un permesso ordinario. La Questura aveva rigettato entrambe le istanze e il Prefetto aveva respinto il ricorso gerarchico. Il ricorrente aveva dedotto l'erronea valutazione dell'insufficienza dei redditi e l'irrilevanza della condanna penale riportata per un reato in materia di stupefacenti. In udienza il difensore ha dichiarato di rinunciare al ricorso; il Collegio ha quindi rilevato la possibile sopravvenuta carenza di interesse.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, senza esaminare i motivi relativi all'insufficienza reddituale e alla rilevanza della condanna penale. La dichiarazione resa in udienza, anche a prescindere dalla sussistenza dei presupposti per una rinuncia rituale, è stata ritenuta idonea a costituire argomento di prova della sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell'art. 84, comma 4, c.p.a. Le spese di lite sono state compensate in ragione degli interessi coinvolti e della definizione in rito.
Norme richiamate
art. 84, comma 4, c.p.a.
argomento di prova della sopravvenuta carenza di interesse
La dichiarazione resa in udienza dal difensore, anche se non integra una rinuncia rituale al ricorso, può essere valutata quale argomento di prova della sopravvenuta carenza di interesse e giustificare la declaratoria di improcedibilità.
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
Massime di principio
- La dichiarazione resa in udienza dal difensore di non avere più interesse alla decisione, anche quando non presenti tutti i requisiti formali della rinuncia al ricorso, può costituire argomento di prova della sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell'art. 84, comma 4, c.p.a.
- Quando dagli atti processuali, anche per effetto delle dichiarazioni rese in udienza, emerge la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione, il giudice amministrativo deve dichiarare l'improcedibilità del ricorso senza esaminare i motivi di merito.
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