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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20582/2025 del 03/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per vizio di violazione di legge e carenza di motivazione nella determinazione della pena complessiva. Il ricorrente censura che il giudice dell'esecuzione non abbia dapprima scorporato i reati riuniti in continuazione dalle sentenze di cognizione, come imposto dall'art. 81 cod. pen., individuando la pena base sul reato più grave e poi applicando autonomi aumenti per i reati satellite; inoltre contesta l'omessa motivazione sull'entità degli aumenti e la mancata aderenza alle proporzioni adottate dai giudici di cognizione.

La decisione

Il ricorso è stato accolto. La Corte ha ritenuto che il giudice dell'esecuzione abbia violato i principi consolidati in materia di continuazione tra reati separatamente giudicati, omettendo lo scorporo dei reati riuniti in continuazione e una motivazione sufficiente circa la determinazione della pena base e degli aumenti applicati. L'ordinanza impugnata è stata annullata nella parte relativa alla determinazione della pena complessiva e la causa è stata rinviata al giudice a quo in diversa composizione per nuovo esame conforme ai principi di diritto indicati.

Norme richiamate

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Consente al giudice dell'esecuzione di accertare e riconoscere la continuazione tra reati separatamente giudicati e di rideterminare la pena; la Corte ricorda che il giudice dell'esecuzione deve operare nel rispetto delle regole sostanziali e procedurali relative alla continuazione.

  • art. 81 cod. pen.

    Regola la continuazione e gli aumenti di pena per i reati commessi con un'unica deliberazione. La Corte interpreta che, nel caso di reati separatamente giudicati e poi riconosciuti in continuazione, il giudice dell'esecuzione deve scorporare i reati riuniti in continuazione, individuare la pena più grave e applicare autonomi aumenti per i reati satellite, motivando l'entità di ciascun aumento.

  • art. 187 disp. att. cod. proc. pen.

    art. 187 disp. att. c.p.p.

    Stabilisce il criterio per individuare il reato piu' grave (quello per il quale è stata inflitta la pena più grave); la Corte conferma che tale criterio deve essere adottato dal giudice dell'esecuzione nell'individuazione della pena base.

  • artt. 132 e 133 cod. pen.

    Definiscono i parametri discrezionali per la determinazione della pena (mezzi di determinazione e commisurazione). La Corte ricorda che il potere discrezionale del giudice nell'aumentare la pena deve essere esercitato nei limiti e con la motivazione prevista da tali articoli.

Massime di principio

  • Se l'esecuzione deve riconoscere una continuazione tra reati separatamente giudicati, il giudice dell'esecuzione deve innanzitutto scorporare i reati che il giudice di cognizione aveva già riunito in continuazione.
  • Dopo lo scorporo, il giudice deve individuare il reato piu' grave (secondo art. 187 disp. att. c.p.p., quello per il quale è stata inflitta la pena più grave) e assumere la pena inflitta per tale reato come base su cui operare aumenti.
  • Gli aumenti per i reati satellite (inclusi quelli già unificati in precedenza in sede di cognizione) devono essere applicati in modo autonomo e il giudice dell'esecuzione deve motivare l'entità di ciascun aumento, non limitandosi al solo rispetto del limite legale (es. triplo della pena base).
  • Il giudice dell'esecuzione può confermare gli aumenti quantificati in sede di cognizione, ma tale conferma richiede un'adeguata motivazione e può essere realizzata anche richiamando le ragioni che giustificarono la dosimetria in sede cognitiva.
  • L'omessa esecuzione dello scorporo o la mancanza di motivazione sui singoli aumenti costituiscono vizio idoneo a determinare l'annullamento dell'atto e il rinvio ad un nuovo esame in diversa composizione.
  • In fase di impugnazione dell'ordinanza di esecuzione è utile contestare specificamente la mancata operazione di scorporo, l'errata individuazione della pena base e l'insufficiente motivazione sugli aumenti, richiedendo il rinvio per nuovo esame se ricorrono i vizi.

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