Sentenza n. 7092/2026 - Roma, Sezione 3T
per l’ottemperanza del giudicato della sentenza n. 4332/2024 del Tribunale di Roma - Sezione lavoro
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Roma, Sezione lavoro, n. 4332/2024, relativa all’attribuzione della carta docente per gli anni scolastici 2018/2019, 2019/2020 e 2020/2021
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha promosso giudizio di ottemperanza deducendo l’inadempimento del Ministero dell’Istruzione e del Merito rispetto alla sentenza del Tribunale di Roma, Sezione lavoro, n. 4332/2024, notificata e passata in giudicato. Tale sentenza aveva dichiarato il diritto della ricorrente a ottenere la carta docente per complessivi euro 1.500,00, maggiorati di interessi o rivalutazione dalla maturazione del diritto sino alla concreta erogazione, e aveva condannato il Ministero a mettere a disposizione la carta nel rispetto dei vincoli di legge. Il Ministero si è costituito con atto di stile senza fornire chiarimenti o indicazioni sull’avvenuta esecuzione del giudicato.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso di ottemperanza, ritenendo non eseguito il giudicato e rilevando che il Ministero non aveva fornito elementi idonei a dimostrare o chiarire la corretta esecuzione della sentenza. In applicazione dei principi sull’onere della prova nei rapporti tra debitore e creditore, il giudice ha riconosciuto il diritto della ricorrente a conseguire la prestazione già attribuita dal giudicato, precisando che i relativi presupposti non sono sindacabili nel giudizio di ottemperanza. Ha quindi ordinato al Ministero di dare esecuzione alla sentenza entro 60 giorni dalla comunicazione o notificazione della decisione. Per l’eventuale inerzia, ha nominato quale commissario ad acta il direttore generale dell’amministrazione resistente competente per materia, con facoltà di delega e senza compenso, da attivarsi previa richiesta della ricorrente e con termine di 60 giorni decorrente dalla scadenza del termine assegnato al Ministero. Il Ministero è stato inoltre condannato al pagamento di euro 800,00 oltre accessori, con distrazione in favore dei difensori antistatari.
Norme richiamate
art. 112 c.p.a.
Il giudizio di ottemperanza è diretto a ottenere l’esecuzione del giudicato; il giudice ha imposto all’amministrazione l’adempimento del comando contenuto nella sentenza del giudice ordinario.
art. 114 c.p.a.
La disposizione costituisce il fondamento dei poteri del giudice dell’ottemperanza, inclusa l’adozione dell’ordine di esecuzione e la nomina del commissario ad acta in caso di persistente inerzia amministrativa.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza l’amministrazione deve dimostrare o comunque chiarire l’avvenuta esecuzione del giudicato quando il ricorrente deduca l’inadempimento; la mera costituzione con atto di stile non è sufficiente.
- Il giudice dell’ottemperanza deve dare esecuzione al contenuto precettivo del giudicato senza rimettere in discussione i presupposti della pretesa definitivamente riconosciuta dalla pronuncia da eseguire.
- L’ordine di esecuzione può essere accompagnato dalla nomina preventiva di un commissario ad acta, destinato a intervenire su richiesta dell’interessato dopo l’inutile decorso del termine assegnato all’amministrazione.
- La nomina del commissario ad acta può riguardare il dirigente generale dell’amministrazione competente per materia, con facoltà di delega e senza compenso, purché siano fissati il momento di attivazione e il termine per l’adempimento sostitutivo.
Come è indicizzato
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