Ordinanza n. 11212/2026 - Roma, Sezione 5B
per l'annullamento DM DI RIGETTO ISTANZA DI CONCESSIONE DELLA CITTADINANZA ITALIANA (K10/-OMISSIS-).
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: decreto ministeriale di rigetto dell'istanza di concessione della cittadinanza italiana
Esito
La controversia
Il ricorrente ha impugnato, con ricorso e motivi aggiunti, il decreto del Ministero dell'Interno di rigetto dell'istanza di concessione della cittadinanza italiana. Il testo dell'ordinanza non espone i motivi di illegittimità dedotti, limitandosi a rilevare la persistenza dell'interesse alla decisione, il deposito del fascicolo procedimentale da parte dell'Amministrazione e l'assenza di ulteriori richieste istruttorie o di integrazione del contraddittorio.
La decisione
Il TAR non ha deciso nel merito né ha definito il giudizio. Ha accertato la persistenza dell'interesse a ricorrere e la compiuta istruzione della causa, rilevando che il Ministero dell'Interno aveva depositato il fascicolo del procedimento ai sensi dell'art. 46 c.p.a. e che non erano state formulate ulteriori richieste istruttorie o di integrazione del contraddittorio. Considerato che la causa rientra tra quelle suscettibili di trattazione nelle udienze di smaltimento dell'arretrato e che il differimento sarebbe incompatibile con gli impegni PNRR e con il divieto di rinvio previsto dagli artt. 72-bis e 73, comma 1-bis, c.p.a., il Collegio ha disposto la trasmissione del fascicolo al Presidente del TAR per la calendarizzazione e fissazione dell'udienza di smaltimento. Disposte inoltre la trasmissione alla Segreteria per gli adempimenti e l'oscuramento delle generalità della parte.
Norme richiamate
art. 46 c.p.a.
L'Amministrazione resistente deve depositare il fascicolo del procedimento relativo all'atto impugnato; nel caso concreto il TAR ha rilevato che tale deposito era stato effettuato.
art. 72-bis c.p.a.
divieto di rinvio, salvo “eccezionali motivi”
Il divieto di rinvio, salvo eccezionali motivi, è richiamato quale ragione per procedere alla calendarizzazione nell'ambito delle udienze di smaltimento dell'arretrato.
art. 73, comma 1-bis, c.p.a.
divieto di rinvio, salvo “eccezionali motivi”
La disposizione è richiamata insieme all'art. 72-bis c.p.a. in relazione al divieto di differimento della trattazione, salvo eccezionali motivi.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Ha costituito il presupposto, insieme alla disciplina europea sulla protezione dei dati, per disporre l'oscuramento delle generalità della parte.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamati quali ulteriori presupposti per la tutela dei diritti o della dignità della parte mediante oscuramento delle generalità.
Massime di principio
- Nelle udienze camerali istruttorie finalizzate allo smaltimento dell'arretrato, il giudice può verificare preliminarmente la persistenza dell'interesse a ricorrere e la compiuta istruzione della causa prima di calendarizzare il giudizio per l'udienza di smaltimento.
- Quando l'interesse al ricorso persiste, il fascicolo procedimentale è stato depositato dall'Amministrazione e non risultano ulteriori richieste istruttorie o di integrazione del contraddittorio, il giudice può disporre la trasmissione del fascicolo al Presidente del TAR per la fissazione dell'udienza di smaltimento, senza definire ancora il giudizio.
- Il divieto di rinvio della trattazione, salvo eccezionali motivi, deve essere considerato nell'organizzazione delle udienze di smaltimento dell'arretrato, anche in relazione agli impegni assunti nell'ambito del PNRR.
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