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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38867/2024 del 22/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la sentenza per tre motivi: 1) violazione dell'art. 49, comma 2, cod. pen. per mancato riconoscimento dell'inoffensività concreta in ragione della presenza di un addetto di sicurezza vicino all'uscita chiusa; 2) violazione dell'art. 42, comma 4, cod. pen. per mancato riconoscimento della buona fede derivante dal parere dell'agenzia di sicurezza del Teatro che aveva temuto ingressi abusivi dal varco d'emergenza e dunque contrastava l'obbligo amministrativo; 3) violazione dell'art. 131-bis cod. pen. per mancato riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, anche alla luce del successivo aumento di capienza della licenza a 900 persone.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto tardiva la rinuncia alla trattazione orale. Sul merito: il primo motivo è stato giudicato generico e infondato poiché l'art. 681 cod. pen. configura una contravvenzione di pericolo astratto/presunto e i giudici di merito hanno correttamente valutato che un addetto alla sicurezza non supplisce alle prescrizioni di licenza relative alle uscite di sicurezza (rischio di assenza momentanea, malfunzionamento, ecc.). Il secondo motivo è infondato perché il parere dell'agenzia privata non equivale a un atto o comportamento dell'autorità amministrativa idoneo a fondare la buona fede ex art. 42; serve un elemento positivo proveniente dall'autorità. Il terzo motivo è inammissibile in quanto chiede una rivalutazione di merito: la Corte d'appello ha motivato il rigetto della causa di non punibilità indicando il numero elevato di presenti e l'importanza della violazione (uscita di sicurezza chiusa); il successivo incremento di capienza nella nuova licenza non rileva rispetto al fatto compiuto. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • art. 681 cod. pen.

    La contravvenzione tutela l'incolumità del pubblico e va considerata reato di pericolo astratto/presunto: sussiste quando lo spettacolo viene tenuto senza osservare le prescrizioni di sicurezza recepite nella licenza, indipendentemente dall'accertamento di un pericolo concreto.

  • art. 49 cod. pen., secondo comma

    Consente l'esclusione di punibilità per 'inoffensività' in concreto se la condotta non ha assoluta attitudine a ledere il bene protetto; tuttavia il giudice di merito verifica l'idoneità lesiva e in questo caso ha ritenuto la condotta idonea a creare pericolo.

  • art. 54 cod. pen.

    Riferimento normativo allo stato di necessità: i giudici di merito hanno ritenuto non sussistente in funzione difensiva rispetto alla fattispecie.

  • art. 42 cod. pen., quarto comma

    La buona fede esclude l'elemento psicologico quando la convinzione di liceità deriva da un elemento positivo attribuibile in modo convincente all'autorità; un parere di una società privata non basta.

  • art. 131-bis cod. pen.

    Causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto: applicabile dopo valutazione dei criteri dell'art. 133, ma il giudice di merito ha valutato l'entità della violazione e il numero di presenti, ritenendo non sussistente la tenuità.

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri per la determinazione della pena e per valutare la tenuità dell'offesa ai fini dell'art. 131-bis; la Corte richiede solo l'indicazione dei criteri ritenuti rilevanti dal giudice di merito.

  • art. 80 R.D. 18/06/1931, n. 773 (T.U.L.P.S.)

    Le prescrizioni della commissione di vigilanza in materia di sicurezza (e le relative prescrizioni inserite nella licenza) sono norme tecniche integrative dell'obbligo cui il gestore del luogo di pubblico spettacolo deve attenersi; la loro inosservanza integra la contravvenzione ex art. 681.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede le conseguenze economiche dell'inammissibilità del ricorso, con condanna alle spese e possibilità di versamento alla Cassa delle ammende.

  • art. 611 cod. proc. pen.

    Norma procedurale relativa alla fissazione dell'udienza: il procedimento era stato erroneamente fissato ai sensi di questa disposizione prima di essere differito.

  • art. 614 cod. proc. pen.

    Regole sugli avvisi per la nuova fissazione dell'udienza; la Corte ha rinnovato gli avvisi ex art. 614.

Massime di principio

  • Le contravvenzioni a tutela dell'incolumità pubblica possono essere di pericolo presunto: non serve dimostrare un pericolo concreto se non sono osservate le prescrizioni di licenza.
  • L'inoffensività concreta ex art. 49 richiede una prova convincente che la condotta fosse assolutamente priva di idoneità lesiva; misure alternative informali (es. presenza di un addetto) difficilmente la dimostrano.
  • La buona fede ex art. 42 richiede un elemento positivo proveniente dall'autorità (atto o comportamento dell'amministrazione); pareri o opinioni di soggetti privati non sono idonei a fondarla.
  • La richiesta di applicazione dell'art. 131-bis (tenuità) comporta una valutazione di merito basata sui criteri dell'art. 133: cambiamenti successivi alla licenza non rilevano per il fatto commesso.
  • In sede di Cassazione non sono ammesse rivalutazioni di merito: se la motivazione del giudice di merito espone ragioni concrete, la suprema corte valuta la correttezza giuridica e la motivazione, non i fatti nella sostanza.
  • Per chi gestisce luoghi aperti al pubblico, le prescrizioni tecniche contenute nella licenza vanno rispettate rigorosamente; affidarsi a soluzioni pratiche non previste dalla licenza espone a responsabilità penali.

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