Ordinanza n. 2949/2026 - Napoli, Sezione 8
per la declaratoria di illegittimità e per l’annullamento a) del silenzio serbato dal Comune di San Giorgio del Sannio in ordine all’istanza del 31.10.2023 con la quale la ricorrente ha diffidato l’Ente: 1) a provvedere all’immediata restituzione degli immobili siti in San Giorgio del Sannio, distinti in catasto al foglio n. 27 part. n. 191 (ex foglio 20, p.lla 149) di sua proprietà, nonchè al risarcimento dei danni subiti per effetto dell’illegittima occupazione; b) in alternativa, qualora vi sia stata una irreversibile trasformazione del suolo, a voler procedere all’acquisizione sanante dei beni sopradescritti, ai sensi dell’art. 42 bis del D.P.R. n. 327/2001; b) nonché per la declaratoria dell’obbligo di provvedere;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha accolto l’istanza del commissario ad acta, ritenendo meritevole di accoglimento la richiesta di proroga in ragione della complessità sopravvenuta dell’incarico connessa alla situazione proprietaria. Ha assegnato un ulteriore termine di 150 giorni per il completamento dell’incarico, decorrenti dalla comunicazione dell’ordinanza o, se anteriore, dalla sua notificazione.
Atto impugnato: istanza di proroga del termine assegnato al commissario ad acta per l’esecuzione della sentenza sul silenzio dell’amministrazione
Esito
Favorevole al ricorrente (proprietaria)
Prevale il privato
La controversia
La controversia trae origine dalla precedente sentenza con cui il TAR aveva ordinato al Comune di riscontrare la diffida della proprietaria del 31 ottobre 2023 e di porre termine alla situazione di illegittima occupazione del fondo mediante restituzione, acquisizione sanante ai sensi dell’art. 42-bis del d.P.R. n. 327/2001 oppure indicazione dei provvedimenti o delle circostanze che avessero già determinato il trasferimento della proprietà al Comune. Dopo l’insediamento del commissario ad acta, il funzionario designato dal Prefetto ha chiesto un’ulteriore proroga del termine per completare l’incarico, rappresentando la sopravvenuta complessità dell’attività derivante dalla situazione proprietaria degli immobili.
Norme richiamate
art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001
La precedente sentenza aveva indicato l’acquisizione sanante come una delle modalità attraverso cui il Comune avrebbe dovuto porre termine alla situazione di illegittima occupazione, in alternativa alla restituzione del fondo.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza, il giudice può prorogare il termine assegnato al commissario ad acta quando la complessità sopravvenuta dell’incarico, adeguatamente rappresentata, renda necessario ulteriore tempo per completare l’attività sostitutiva.
- Quando il giudicato impone all’amministrazione di porre termine a un’occupazione illegittima, l’attività conformativa può prevedere, in alternativa, la restituzione del bene, l’acquisizione sanante ai sensi dell’art. 42-bis del d.P.R. n. 327/2001 oppure la verifica e indicazione di eventuali precedenti atti o circostanze traslativi della proprietà.
Come è indicizzato
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