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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9266/2023 del 06/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione, con decisione del 25 gennaio 2023, ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per prescrizione. Conseguentemente la pronuncia di condanna (per la fattispecie residua oggetto di impugnazione) è stata annullata per sopravvenuta estinzione del reato; la statuizione di assoluzione per ingiuria era stata già pronunciata dalla Corte d'Appello perché il fatto non costituiva reato.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso è diretto avverso la sentenza della Corte d'Appello di Genova che, in parziale riforma della sentenza del Tribunale di Genova, aveva: dichiarato l'estinzione del reato di cui all'art. 612 c.p. per intervenuta prescrizione; assolto l'imputato dall'accusa di ingiuria perché "il fatto non costituisce reato"; confermato la responsabilità per il delitto di lesioni personali rideterminando la pena in mesi due e giorni venti di reclusione. Il ricorrente aveva proposto motivi articolati riguardanti la ricostruzione del fatto e la legittima difesa. La Corte di Cassazione ha ritenuto che i motivi non fossero manifestamente infondati e ha preso atto del decorso del termine prescrizionale massimo, tenuto conto delle sospensioni (in particolare il rinvio dal 17/03/2015 al 14/05/2015 richiesto congiuntamente dalle parti), che ha fatto decorrere la prescrizione il 27/09/2022.

Norme richiamate

  • art. 612 c.p.

    La fattispecie richiamata è stata dichiarata estinta per prescrizione; la Corte ha fatto riferimento all'articolazione della fattispecie originaria e al decorso del termine prescrizionale rispetto agli atti processuali.

  • norme sulla prescrizione (codice penale e norme procedurali)

    La Corte ha applicato i criteri di computo del termine prescrizionale tenendo conto delle sospensioni del procedimento (specificamente il rinvio dal 17/03/2015 al 14/05/2015 richiesto congiuntamente dalle parti) e ha ritenuto decorso il termine il 27/09/2022.

  • inguria (stato processuale: assoluzione perché il fatto non costituisce reato)

    La Corte d'Appello aveva assolto l'imputato dall'imputazione di ingiuria perché ha ritenuto che il fatto non costituisse reato; la Cassazione non ha modificato tale statuizione nella decisione.

Massime di principio

  • Se il termine di prescrizione è decorso, la Corte di Cassazione può annullare la sentenza impugnata senza rinvio perché il reato è estinto.
  • Nel calcolo della prescrizione devono essere considerate tutte le sospensioni e interruzioni procedurali: rinvii richiesti congiuntamente dalle parti producono effetti sul computo del termine prescrizionale.
  • Un ricorso che solleva questioni complesse (es. legittima difesa) non è automaticamente infondato; tuttavia, se la prescrizione è intervenuta nel frattempo, la questione sostanziale può rimanere priva di rilievo pratico.
  • Quando la Corte di merito assolve perché "il fatto non costituisce reato", quella statuizione può restare definitiva se non impugnata o se la Cassazione non ne dispone la riforma.
  • L'annullamento senza rinvio per sopravvenuta prescrizione è la soluzione tipica quando non resta oggetto di decisione una controversia sostanziale per l'estinzione del reato.
  • Per la difesa è essenziale monitorare e documentare le date processuali e le sospensioni: contestare tempestivamente il computo della prescrizione può ribaltare esiti sfavorevoli o accelerare conclusioni favorevoli.

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