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Cassazione Penale, Ordinanza n. 18908/2025 del 21/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello di Roma che aveva confermato la sua responsabilità per il delitto di truffa tentata. Con il primo motivo ha dedotto l'assenza degli elementi costitutivi del reato, sostenendo che la condotta non integrasse la fattispecie contestata. Con il secondo motivo ha censurato la motivazione della decisione di merito, chiedendo una diversa valutazione dell'attendibilità delle fonti di prova, in particolare delle dichiarazioni della persona offesa e del riconoscimento fotografico da questa effettuato.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il primo motivo fosse non specifico, perché sostanzialmente una mera reiterazione delle doglianze già formulate in appello e già disattese dalla Corte territoriale, senza una critica argomentata della sentenza impugnata. Ha inoltre ritenuto non consentito il secondo motivo, perché diretto a ottenere una nuova valutazione del compendio probatorio e dell'attendibilità delle fonti, attività preclusa al giudice di legittimità. La Corte ha quindi confermato in fatto e in diritto la decisione di merito, con condanna del ricorrente alle spese processuali e al versamento di euro tremila alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 640 c.p.

    La sentenza richiama la fattispecie di truffa, nella forma tentata, come reato oggetto della declaratoria di responsabilità confermata nei precedenti gradi.

  • art. 591 c.p.p.

    Non è citato espressamente, ma la declaratoria di inammissibilità del ricorso è coerente con la mancanza di specificità dei motivi e con il divieto di devolvere alla cassazione una rivalutazione del merito.

  • Sez. U, n. 12 del 31/05/2000, Jakani, Rv. 216260

    È richiamato il principio secondo cui la Corte di cassazione non può sovrapporre una propria valutazione delle risultanze processuali a quella del giudice di merito né confrontare la motivazione con modelli esterni di ragionamento per sostituirsi alla valutazione compiuta nei gradi di merito.

  • art. 616 c.p.p.

    La condanna al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende consegue alla declaratoria di inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità i motivi di ricorso devono essere specifici e contenere una critica argomentata della sentenza impugnata; la mera riproposizione delle censure già svolte in appello, se già disattese, non è idonea a superare il vaglio di ammissibilità.
  • È precluso alla Corte di cassazione procedere a una nuova valutazione del compendio probatorio o a un diverso giudizio di attendibilità delle fonti di prova, trattandosi di apprezzamenti riservati al giudice di merito.
  • La motivazione di merito è insindacabile in cassazione quando risulti logicamente coerente e fondata su corretti argomenti giuridici; il ricorso non può trasformarsi in un terzo grado di merito.
  • La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende, secondo il regime processuale applicabile.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniTruffa
RamiProcesso penaleDelitti contro il patrimonio
SottomaterieTruffa aggravata
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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