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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 44634/2022 del 23/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha chiesto la liberazione condizionale; è detenuto per reati ostativi di cui alla prima fascia dell'art. 4-bis I. n. 354 del 1975 e non ha prestato collaborazione con la giustizia. Il Tribunale di sorveglianza ha dichiarato l'inammissibilità della richiesta per il divieto previsto dalla disciplina vigente. Il difensore ha impugnato sostenendo violazione di legge e difetto di motivazione, richiedendo che si valutasse il merito alla luce dell'ordinanza n. 97/2021 della Corte costituzionale ovvero che fosse rinviata la decisione in attesa della pronuncia costituzionale.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. Il giudice ha ritenuto che, alla data dell'udienza, non era ancora intervenuta la disciplina contenuta nel decreto-legge 31 ottobre 2022, n. 162, e che nel quadro normativo anteriore l'assenza di collaborazione precludeva l'accesso alla liberazione condizionale. Pertanto il provvedimento del Tribunale di sorveglianza è stato confermato e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali. La richiesta di rinvio in attesa della pronuncia della Corte costituzionale è stata considerata non meritevole perché l'eventuale mutamento normativo consente comunque la proposizione di nuova domanda.

Norme richiamate

  • art. 4-bis I. n. 354 del 1975

    La norma, nel quadro applicato al momento della decisione, è stata interpretata come precludente l'accesso ai benefici penitenziari (tra cui la liberazione condizionale) per i condannati per reati cd. ostativi che non abbiano collaborato con la giustizia.

  • Ordinanza Corte costituzionale n. 97 del 2021

    L'ordinanza ha indicato la necessità di una lettura costituzionalmente orientata delle disposizioni che collegano i benefici penitenziari alla collaborazione, ma non ha eliminato immediatamente l'operatività della norma. Il giudice ha ritenuto che, pur considerata, non bastasse a superare l'inapplicabilità della liberazione condizionale in assenza di collaborazione nel vigente quadro normativo al momento della decisione.

  • Decreto-legge 31 ottobre 2022, n. 162

    Provvedimento intervenuto successivamente alla decisione che disciplina l'accesso ai benefici per i condannati per reati ostativi e non collaboranti: il giudice ha osservato che tale mutamento normativo non poteva retroagire alla valutazione già compiuta ma consente la proposizione di nuova domanda alla luce della nuova disciplina.

Massime di principio

  • Quando la legge vigente al momento della decisione esclude l'accesso alla liberazione condizionale per i reati ostativi in assenza di collaborazione, il giudice può dichiarare inammissibile la richiesta senza entrare nel merito.
  • L'orientamento della Corte costituzionale (es. ordinanza n. 97/2021) che richiede una lettura costituzionalmente orientata delle norme non sempre determina l'immediata applicabilità di una diversa disciplina: fino all'intervento legislativo o a una pronuncia che esplicitamente elimini l'operatività della norma, il giudice applica la legge in vigore.
  • Il cambiamento normativo intervenuto dopo la decisione (per esempio decreto-legge) rende possibile la riproposizione della domanda: la difesa può chiedere la riapertura o presentare una nuova istanza alla luce della nuova disciplina.
  • La richiesta di rinvio in attesa di una pronuncia costituzionale o di un intervento legislativo non è sempre accolta: il giudice può ritenere sufficiente la possibilità di riproporre la domanda una volta intervenuta la modifica normativa.
  • In situazioni analoghe la difesa dovrebbe valutare alternative praticabili oltre a sostenere l'incostituzionalità (per esempio fornire elementi di fatto che possano integrare profili diversi di accesso ai benefici non vincolati alla collaborazione) e prepararsi a riproporre la domanda dopo il mutamento del quadro normativo.

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