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Cassazione Penale, Ordinanza n. 13979/2026 del 16/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (giudice)

La controversia

La vicenda riguarda un'istanza di esecuzione proposta da un condannato per ottenere l'unificazione sotto il vincolo della continuazione di quattro sentenze irrevocabili già distintamente suddivise in due gruppi dalla difesa. Il primo gruppo comprendeva una condanna per furto aggravato e una condanna per rapina e lesioni; il secondo gruppo comprendeva una condanna ex art. 444 c.p.p. per tentato furto aggravato e una ulteriore condanna per furto aggravato. Il Tribunale di Taranto, quale giudice dell'esecuzione, ha negato l'esistenza del vincolo continuativo. Il ricorso per cassazione deduceva violazione o falsa applicazione degli artt. 81 c.p. e 671 c.p.p., sostenendo che il giudice dell'esecuzione avesse erroneamente escluso la continuazione tra i reati giudicati dalle sentenze indicate.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso perché manifestamente infondato. Ha ritenuto che il giudice dell'esecuzione avesse svolto un'analisi approfondita dei singoli fatti, della loro genesi prossima e delle modalità esecutive, con valutazioni di fatto logiche e congrue. Tali apprezzamenti non possono essere rivisitati in sede di legittimità, sicché la doglianza difensiva si traduceva in una richiesta di mera rivalutazione del merito, incompatibile con il giudizio di cassazione. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro tremila alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 81 c.p.

    Richiamato quale base normativa del vincolo della continuazione tra reati; la Corte non ne discute il contenuto astratto, ma rileva che la sua applicazione concreta era stata esclusa con motivazione di fatto non sindacabile in cassazione.

  • art. 671 c.p.p.

    Norma sull'applicazione della disciplina della continuazione in sede esecutiva; il ricorso contestava la sua applicazione, ma la Corte ha ritenuto la censura inammissibile perché diretta a sollecitare una rivalutazione fattuale.

  • art. 444 c.p.p.

    Citato solo per indicare una delle sentenze di condanna poste a base dell'istanza di continuazione, definita con patteggiamento.

  • art. 616 c.p.p.

    Richiamato per la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità è inammissibile il ricorso che, sotto la veste della violazione di legge, miri in realtà a ottenere una nuova valutazione degli elementi di fatto già esaminati dal giudice di merito o dell'esecuzione.
  • In tema di riconoscimento della continuazione in sede esecutiva, la verifica della genesi dei fatti, delle modalità esecutive e della loro unitarietà costituisce apprezzamento di fatto riservato al giudice di merito, sindacabile in cassazione solo per vizi realmente legali e non per mera diversa lettura del materiale valutativo.
  • Quando il giudice dell'esecuzione abbia motivato in modo logico e approfondito l'esclusione del vincolo continuativo tra più reati, la Corte di cassazione non può sostituire a tale giudizio un proprio apprezzamento fattuale.
  • L'inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente alle spese processuali e, salvo cause di esonero, al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieCause di non punibilitàImpugnazioni
RamiParte generaleProcesso penale
IstitutiContinuazione

Testo integrale

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