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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26893/2022 del 12/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva confermato il sequestro preventivo disposto dal G.I.P. per somme ritenute profitto del reato di truffa aggravata (attività "intramoenia"). Il ricorrente deduceva vizio di motivazione in relazione al requisito del "periculum in mora", sostenendo che il Tribunale si era limitato a richiamare il provvedimento originario che non conteneva una specifica motivazione sul punto, ma solo formule generiche.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha ritenuto che si trattasse di sequestro preventivo finalizzato alla confisca e che, secondo il principio di diritto consolidato (richiamando la sentenza SS.UU. n. 36959/2021 "Ellade"), il provvedimento di sequestro ex art. 321, comma 2, cod. proc. pen. deve contenere una motivazione concisa anche sul "periculum in mora" rapportata alle ragioni che giustificano l'anticipazione dell'effetto ablativo. Il decreto di sequestro aveva fornito una motivazione troppo astratta (es.: lasciare le somme nella disponibilità del sanitario consoliderebbe una percezione indebita e rischierebbe occultamento, dispersione ecc.), senza spiegare perché, alla luce della situazione concreta e delle condizioni patrimoniali del ricorrente rispetto all'entità del sequestro, fosse giustificato l'effetto anticipatorio. Perciò la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato al Tribunale di Messina per nuovo giudizio ai sensi dell'art. 324, comma 5, cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • art. 321, comma 2, cod. proc. pen.

    Il sequestro preventivo finalizzato alla confisca richiede una motivazione concisa anche sul "periculum in mora", ossia sulle ragioni che giustificano l'anticipazione dell'effetto ablativo rispetto alla sentenza definitiva

  • art. 240 cod. pen.

    Riferimento alla confisca; la motivazione del sequestro deve essere rapportata alla possibilità che, in caso di condanna, il bene sia oggetto di confisca

  • art. 640‑quater cod. pen.

    Norma relativa al reato di truffa aggravata e al profitto del reato; il sequestro è stato disposto come misura sui presunti profitti illeciti

  • art. 324, comma 5, cod. proc. pen.

    Norma che disciplina la rimessione in termini e la competenza per il nuovo giudizio in caso di annullamento con rinvio

  • Sentenza SS.UU. n. 36959/2021 (Ellade)

    Principio di diritto secondo cui il provvedimento di sequestro ex art. 321, comma 2, deve motivare specificamente il "periculum in mora", salvo che si tratti di beni automaticamente confiscabili per legge

Massime di principio

  • Il sequestro preventivo finalizzato alla confisca richiede una motivazione specifica e non meramente astratta sul "periculum in mora"; la formula generica sul rischio di occultamento o dispersione è insufficiente se non collegata alla situazione concreta
  • Il giudice di riesame può richiamare per relationem il provvedimento genetico, ma ciò non esonera dall'esporre una motivazione concisa e adeguata circa l'urgenza dell'anticipazione dell'effetto ablativo
  • Nei casi di sequestro di profitti del reato bisogna valutare e motivare in relazione alla consistenza del patrimonio del destinatario e all'entità della somma sequestrata per giustificare l'effetto anticipatorio
  • Se il bene è di per sé riconducibile alle categorie confiscabili "ex lege" (es. strumenti del reato), la motivazione sul "periculum in mora" può essere meno articolata; per i proventi, invece, è necessario un maggior dettaglio probatorio-motivazionale
  • La mancata motivazione adeguata sul "periculum in mora" può determinare l'annullamento del provvedimento e il rinvio per nuovo esame da parte del giudice di merito

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