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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 03799/2026 del 29/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza che aveva respinto l'istanza di rescissione del giudicato ex art. 629-bis c.p.p., sostenendo che la Corte aveva erroneamente ritenuto una "volontaria sottrazione" alla conoscenza del procedimento: Loku aveva lasciato l'Italia il 12/11/2014 prima della formale iscrizione nel registro degli indagati e, dunque, non poteva aver avuto conoscenza del processo. Contestava la motivazione ritenendola generica e in contrasto con la giurisprudenza che richiede comportamenti chiari e univoci per affermare la sottrazione volontaria.

La decisione

La Corte di legittimità ha dichiarato il ricorso inammissibile (motivo ritenuto generico e manifestamente infondato). Ha confermato che, sulla base di elementi fattuali (contatti del ricorrente con il difensore del coindagato, allontanamento immediatamente dopo l'arresto in flagranza del coimputato e successiva dichiarazione di latitanza), la Corte territoriale ha legittimamente ritenuto sussistente la volontaria sottrazione alla conoscenza del procedimento. Conseguentemente il ricorso è stato rigettato e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a un'ammenda di 3.000 euro.

Norme richiamate

  • art. 629-bis cod. proc. pen.

    Regola l'istanza di rescissione del giudicato: il condannato può ottenere la rescissione se prova che è stato dichiarato assente in mancanza dei presupposti dell'art. 420-bis c.p.p. e che non ha potuto proporre impugnazione nei termini senza sua colpa; la norma applicabile si valuta con riferimento al momento in cui l'assente ha avuto conoscenza della sentenza.

  • art. 420-bis cod. proc. pen.

    il giudice procede in assenza anche fuori dai casi di cui ai commi 1 e 2, quando l'imputato è stato dichiarato latitante o si è in altro modo volontariamente sottratto alla conoscenza della pendenza del processo

    Stabilisce i casi in cui si procede in assenza; la Corte sottolinea che la "volontaria sottrazione" deve emergere da condotte positive e specifiche e non può essere affermata automaticamente sulla base della sola latitanza o irrintracciabilità.

  • d.lgs. 10 ottobre 2022 n. 150

    Modifiche normative che hanno inciso sull'art. 420-bis; tuttavia per i processi celebrati prima dell'entrata in vigore rileva il regime previgente, salvo che si valuti la conoscenza della sentenza al momento in cui l'assente l'ha effettivamente conosciuta.

  • Sentenza Sez. U. n. 23948 del 28/11/2019 (Ismail)

    "volontaria sottrazione alla conoscenza del procedimento o di atti del procedimento"

    Principio secondo cui la volontaria sottrazione richiede atti positivi e un accertamento del coefficiente psicologico; non si può trasformare la mera mancanza di diligenza in volontà di eludere la conoscenza degli atti.

  • Sez. 1, n. 2078 del 12/12/2023 (Pg/Fatnassi Ali)

    Ha affermato che la dichiarazione di latitanza è un mero indice legale di conoscenza del procedimento e non supplisce all'esigenza di verificare concretamente l'effettiva conoscenza da parte dell'imputato.

  • Sez. 4, n. 2580 del 19/10/2023

    Richiama il principio che, per l'applicazione delle modifiche a art. 629-bis, il riferimento deve farsi al momento in cui l'assente ha avuto conoscenza della sentenza e della possibilità di impugnare.

Massime di principio

  • La "volontaria sottrazione" alla conoscenza del procedimento non si presume: occorrono elementi fattuali concreti e atti positivi che dimostrino la volontà di rendersi irreperibile.
  • La sola partenza dall'Italia o la successiva dichiarazione di latitanza sono indizi, non prove conclusive; possono però essere valorizzate insieme ad altri elementi (contatti con difensori, tempistica dell'allontanamento, circostanze immediate all'arresto di coindagati).
  • Per ottenere la rescissione del giudicato ex art. 629-bis c.p.p. il ricorrente deve provare sia l'assenza dei presupposti dell'art. 420-bis sia l'impossibilità, senza sua colpa, di proporre impugnazione nei termini; la genericità dei mezzi di prova porta all'inammissibilità del ricorso.
  • Nelle valutazioni conta il momento della effettiva conoscenza della sentenza o del procedimento da parte dell'imputato: la scelta della norma applicabile dipende da quando l'assente ha avuto tale conoscenza.
  • Gli atti delle indagini preliminari possono essere rilevanti quando, di fatto, rendono l'imputato consapevole dell'imminente procedimento (es. arresto o fermo del coindagato e contatti con difensori), ma non sostituiscono automaticamente la formale vocatio in ius.

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