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Sentenza

Sentenza del 05/02/2015 n. 36 - Comm. Trib. Reg. per la Sardegna

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Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha impugnato la cartella di pagamento relativa alla TARSU 2009, dell'importo complessivo di € 44.191,36, deducendo principalmente il difetto di motivazione della cartella e dell'iscrizione a ruolo, l'illegittimità della delibera comunale di determinazione delle tariffe, l'applicazione ingiustificata della tariffa alberghiera di € 3,85 al mq invece di quella di € 1,32 al mq, la necessità di distinguere le superfici destinate ai servizi da quelle destinate a camere e pertinenze, nonché la riduzione dell'imposta in ragione della presunta stagionalità dell'attività ricettiva. In appello ha inoltre sostenuto che le strutture fossero residence e non alberghi con ristorante e che alcune aree dovessero essere escluse dalla tassazione ai sensi degli artt. 62 e 66 del D.Lgs. n. 507/1993.

La decisione

La Commissione Tributaria di secondo grado ha rigettato integralmente l'appello e confermato la sentenza di primo grado, che aveva già respinto il ricorso. Ha ritenuto sufficientemente motivata la cartella, poiché indicava gli elementi essenziali della pretesa e la società aveva comunque potuto esercitare pienamente il proprio diritto di difesa. Ha inoltre considerato legittima la differenziazione della tariffa applicata alle strutture alberghiere rispetto alle abitazioni, ritenendo giustificata la maggiore produzione e frequenza di smaltimento dei rifiuti. La riduzione per stagionalità è stata esclusa perché dalle licenze risultava un'attività esercitabile durante tutto l'anno. È stata altresì ritenuta corretta l'applicazione della tariffa di € 3,85 al mq, in ragione della presenza del servizio di ristorazione. La società è stata condannata a rimborsare al Comune le spese del giudizio, liquidate in € 2.500,00.

Norme richiamate

  • Art. 62 del D.Lgs. n. 507/1993

    La tassa è collegata alla detenzione o occupazione di locali e aree suscettibili di produrre rifiuti; l'esclusione o la riduzione richiede la dimostrazione concreta dell'inidoneità alla produzione di rifiuti.

  • Art. 66 del D.Lgs. n. 507/1993

    Consente riduzioni tariffarie in presenza dei presupposti previsti dalla legge, inclusa la stagionalità, ma nel caso concreto la riduzione è stata negata perché le licenze indicavano l'apertura annuale dell'attività.

  • Art. 68 del D.Lgs. n. 507/1993

    Attribuisce al Comune il potere di classificare e differenziare le categorie tariffarie, anche distinguendo le strutture alberghiere dalle abitazioni, purché la scelta sia coerente con le caratteristiche del servizio e adeguatamente motivata.

Massime di principio

  • Una cartella di pagamento non è necessariamente nulla per motivazione sintetica: è sufficiente che consenta al contribuente di comprendere il presupposto, l'importo e gli elementi essenziali della pretesa, soprattutto se tali informazioni permettono una difesa effettiva.
  • Il Comune può applicare alle strutture alberghiere una tariffa TARSU diversa e più elevata rispetto a quella delle abitazioni, quando la maggiore produzione o frequenza di smaltimento dei rifiuti giustifica la differenziazione.
  • La richiesta di una riduzione per attività stagionale deve essere sostenuta da elementi oggettivi e inequivocabili, come una licenza o un'autorizzazione che limiti formalmente il periodo di apertura; la sola effettiva chiusura stagionale non è necessariamente sufficiente.
  • La tariffa applicabile può dipendere dalle concrete caratteristiche della struttura, inclusa la presenza di servizi di ristorazione, e non soltanto dalla denominazione commerciale di albergo o residence.
  • Per contestare una tariffa comunale non basta affermarne l'eccessività: occorre dimostrare l'illegittimità della delibera, l'assenza di motivazione o la sproporzione concreta rispetto alla produzione di rifiuti e alle categorie comparabili.
  • La possibilità di difendersi nel merito e la conoscenza effettiva delle ragioni della pretesa possono incidere sulla valutazione dell'asserito difetto di motivazione della cartella.

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