Cassazione Penale, Sentenza n. 11634/2023 del 20/03/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugna la sentenza di appello che ha riformato l'assoluzione di primo grado per furto aggravato e lo ha ritenuto responsabile del delitto di ricettazione (in forma attenuata), denunciando violazione della legge penale sostanziale e manifesta illogicità della motivazione. Sostiene che la Corte d'Appello non avrebbe dimostrato l'elemento soggettivo del reato, avendosi limitato al rinvenimento di materiale di cancelleria sottratto presso un esercizio commerciale e ritrovato presso l'abitazione del ricorrente.
La decisione
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per assoluta genericità dei motivi, in quanto non conteneva critiche specifiche all'apparato motivazionale della decisione impugnata. La Corte ha ritenuto che la sentenza di appello avesse adeguatamente motivato la ricostruzione fattuale e l'esistenza dell'elemento psicologico (anche in forma di dolo eventuale), valorizzando il rinvenimento degli oggetti, le modalità di custodia e la natura dei beni come destinati alla vendita. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Decisione resa nella camera di consiglio del 13 dicembre 2022.
Norme richiamate
art. 23 co. 8 D.L. n.137/2020
art. 23 co. 8 D.L. n.137/2020
Richiamato come norma che ha consentito la trattazione del ricorso con contraddittorio scritto; dalla sentenza si evince che il procedimento è stato svolto secondo tale modalità
delitto di ricettazione (menzionato nella sentenza)
Il reato di ricettazione è richiamato come fatto-reato contestato; la Corte ha interpretato la norma ritenendo sufficiente, ai fini dell'elemento soggettivo, la detenzione consapevole degli oggetti di provenienza delittuosa (anche in forma di dolo eventuale) sulla base del rinvenimento, della natura dei beni e delle modalità di custodia
Massime di principio
- Un ricorso per cassazione deve contenere motivi specifici e critiche puntuali all'apparato motivazionale della decisione impugnata: motivi generici o denunce di 'illogicità' prive di argomentazione non sono sufficienti e determinano l'inammissibilità.
- La sola presenza di merce provento di furto presso l'abitazione dell'imputato può costituire elemento probatorio rilevante per la ricettazione se accompagnata da circostanze che rendono improbabile una spiegazione lecita (modalità di custodia, carattere non tracciato dell'acquisto, natura dei beni destinati alla vendita).
- La Corte può ritenere sussistente il dolo anche nella forma eventuale quando sia logicamente sostenibile che l'agente si sia rappresentato la provenienza delittuosa degli oggetti e abbia comunque acquisito o detenuto i beni con finalità di profitto.
- Nelle impugnazioni è essenziale confrontarsi specificamente con le argomentazioni della sentenza resa in fatto e in diritto: la mancata confutazione puntuale delle motivazioni espresse dal giudice di merito favorisce il rigetto del ricorso.
- L'inammissibilità del ricorso può comportare la condanna alle spese e, in mancanza di elementi che escludano colpa nella determinazione dell'inammissibilità, l'obbligo di versare una somma alla Cassa delle ammende.
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