Sentenza del 21/07/2015 n. 15310 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale il privato
La controversia
L’accertamento impugnato attribuiva a C.F., per trasparenza, un maggior reddito di partecipazione per il 1999, sulla base dei maggiori imponibili contestati alla società di persone. La Commissione tributaria aveva accolto il ricorso del contribuente richiamando l’esito favorevole del ricorso della società; la CTR aveva rigettato l’appello dell’Amministrazione, che aveva anche eccepito il difetto di legittimazione processuale del curatore per mancanza di assistenza tecnica. L’Amministrazione ha quindi proposto ricorso per cassazione con tre motivi.
La decisione
La Cassazione ha rigettato il ricorso dell’Amministrazione. È divenuto definitivo, per effetto dell’ordinanza della stessa Corte n. 23904 del 2011, l’annullamento dell’accertamento dei maggiori ricavi IVA e IRAP per il 1999 emesso nei confronti della società. Venuto meno il presupposto dell’addebito al socio, e non risultando autonome ragioni dell’accertamento né motivi personali del contribuente distinti da quelli dedotti dalla società, è venuta meno anche la giustificazione dell’accertamento del maggior reddito di partecipazione. La Corte non ha deciso separatamente l’eccezione relativa alla legittimazione processuale del curatore, risultando decisivo il giudicato formatosi sull’accertamento societario. Nessuna pronuncia sulle spese, poiché la parte intimata non si è costituita.
Norme richiamate
Giudicato esterno
La conseguenza della suddetta pronuncia è la formazione del giudicato - che questa Corte può accertare d'ufficio, derivando detto giudicato da una ordinanza della stessa Corte (v. Cass. n. 8614 del 2011) - in ordine all'annullamento dell'avviso di accertamento di maggiori imponibili a carico della società.
La Cassazione può rilevare d’ufficio il giudicato formatosi in un altro giudizio, in particolare quando deriva da una propria pronuncia; qui il giudicato sull’annullamento dell’accertamento societario è decisivo anche per la controversia relativa al reddito imputato al socio.
Imputazione per trasparenza del reddito nelle società di persone
Ciò determina il venir meno delle ragioni giustificatrici dell'avviso di accertamento - maggior reddito di partecipazione del socio accomandatario nella predetta società P. - stante che tale accertamento non risulta fondato, da quanto emerge nel ricorso in esame e dalla sentenza impugnata, su autonome ragioni, nè il ricorso del socio risulta fondato, per quanto si ricava dalle medesime basi documentali, su motivi personali che non siano quelli già enunciati dalla società a sostegno del proprio ricorso.
Se l’accertamento del reddito del socio dipende esclusivamente dai maggiori imponibili contestati alla società, l’annullamento definitivo dell’accertamento societario fa venir meno il presupposto dell’imputazione al socio. La conclusione può essere diversa se l’accertamento personale è fondato su ragioni autonome o su elementi specifici del socio.
Massime di principio
- Quando il maggior reddito attribuito a un socio di una società di persone dipende unicamente dall’accertamento di maggiori imponibili societari, l’annullamento definitivo di quest’ultimo elimina il presupposto dell’accertamento personale.
- L’esito del giudizio della società non comporta automaticamente l’annullamento dell’accertamento del socio se quest’ultimo si fonda anche su autonome ragioni o su elementi personali distinti; occorre verificare la dipendenza concreta tra i due accertamenti.
- Il giudicato formatosi in un altro giudizio può essere rilevato d’ufficio dalla Cassazione quando risulta dagli atti, e può risultare decisivo per definire una controversia collegata.
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