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Sentenza

Sentenza n. 4515/2026 - Roma, Sezione 1

per l'annullamento - della nota -OMISSIS- del 15 aprile 2025 con cui il Ministero della Giustizia comunicava l’esclusione del ricorrente dalla procedura concorsuale per l’assunzione di 54 unita di livello dirigenziale di seconda fascia indetto dal Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria, del Personale e dei Servizi Direzione Generale del Personale e della Formazione con bando del 23 dicembre 2024; - del Verbale della Commissione -OMISSIS- del 2025 recante Verifica dei requisiti di ammissione alla procedura e approvazione dell’elenco degli ammessi alle prove, nella parte in cui la Commissione esaminatrice disponeva l’esclusione del candidato -OMISSIS- (cod. candidatura -OMISSIS-) ≪poiché il periodo di servizio dichiarato “in posizione funzionale per l’accesso al quale è richiesto il possesso del dottorato di ricerca o del diploma di laurea”, ossia nella qualifica di Funzionario, decorrendo dal 21/02/2022, non consente al candidato il raggiungimento del requisito di “tre o cinque anni di servizio” richiesto dal bando≫. - di ogni altro atto presupposto, conseguente e/o comunque connesso, ancorché allo stato non conosciuto.

Giustizia amministrativa202505789

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: esclusione dalla procedura concorsuale per l'assunzione di 54 dirigenti di seconda fascia, motivata dal mancato possesso dell'anzianità di servizio richiesta dal bando

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'esclusione dalla procedura concorsuale, deducendo violazione di legge ed eccesso di potere. Egli sosteneva di possedere il requisito di anzianità previsto dal bando, avendo dichiarato tre periodi: dottorato di ricerca presso un'università pubblica dall'1 novembre 2014 al 30 ottobre 2017, servizio come addetto all'Ufficio per il processo dal 21 febbraio 2022 al 5 settembre 2022 e servizio come funzionario giudiziario dal 6 settembre 2022, ancora in corso. La somma dei periodi avrebbe superato cinque anni di servizio. Il ricorrente contestava quindi la scelta della commissione di considerare soltanto i periodi successivi al 21 febbraio 2022 e sosteneva che il dottorato, anche in ragione della sua inclusione nel format elettronico predisposto dall'amministrazione tra le esperienze lavorative presso la PA, dovesse essere computato come servizio prestato in posizione funzionale per l'accesso alla quale è richiesto il diploma di laurea. Deduceva inoltre violazione del favor partecipationis e difetto di motivazione.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso, ritenendo infondati tutti i motivi. Il periodo di dottorato non può essere computato come servizio prestato in una posizione funzionale per l'accesso alla quale è richiesto il diploma di laurea. Il dottorato costituisce un percorso di formazione post-lauream e l'attività del dottorando è remunerata mediante borsa di studio, non mediante una retribuzione corrispettiva di un rapporto di lavoro. Il rapporto non comporta l'assoggettamento agli istituti tipici del lavoro dipendente, non dà accesso ai ruoli dell'ente e non attribuisce i connessi trattamenti previdenziali o assistenziali; secondo il Collegio, non è neppure configurabile come rapporto di collaborazione coordinata e continuativa. L'inserimento della voce "dottorando" nel format elettronico dell'amministrazione è stato ritenuto irrilevante, poiché l'impropria classificazione informatica non può modificare la natura giuridica del rapporto. Il requisito previsto dal bando, conforme all'art. 28 d.lgs. 165/2001, mira a garantire un'esperienza pratica nella gestione di risorse umane, finanziarie e organizzative, necessaria per l'esercizio delle funzioni dirigenziali; la formazione post-lauream può ridurre l'anzianità richiesta, ma non sostituirla. Considerati soltanto i servizi come addetto all'Ufficio per il processo e funzionario giudiziario, il candidato non raggiungeva l'anzianità minima. Sono stati esclusi anche il vizio di violazione del favor partecipationis, non potendo tale principio consentire l'ammissione in assenza dei requisiti, e il difetto di motivazione, poiché l'esclusione discendeva in modo vincolato dal bando e il verbale della commissione esponeva chiaramente la ragione dell'esclusione. Spese compensate.

Norme richiamate

  • art. 2, comma 1, lett. d), n. 1 del bando di concorso

    essere dipendenti di ruolo delle pubbliche amministrazioni, muniti di laurea, che hanno compiuto almeno cinque anni di servizio o, se in possesso del dottorato di ricerca o del diploma di specializzazione [...], almeno tre anni di servizio, svolti in posizioni funzionali per l’accesso alle quali è richiesto il possesso del dottorato di ricerca o del diploma di laurea

    Il requisito richiede un effettivo servizio prestato in una posizione funzionale qualificata e non può essere integrato mediante il mero svolgimento di un dottorato di ricerca.

  • art. 28 d.lgs. 165/2001

    La disposizione, replicata dal bando, richiede una determinata anzianità di servizio in posizioni funzionali qualificate; il dottorato o altra formazione post-lauream può ridurre la durata minima del servizio, ma non sostituire l'esperienza lavorativa richiesta.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale presupposto per l'oscuramento delle generalità delle persone fisiche.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, unitamente alla disciplina nazionale, a fondamento dell'oscuramento dei dati personali.

Massime di principio

  • Ai fini dell'accesso a una procedura concorsuale dirigenziale, il requisito dell'anzianità di servizio in una posizione funzionale per la quale è richiesto il diploma di laurea presuppone lo svolgimento di un'effettiva attività lavorativa nell'ambito di un rapporto di servizio e non può essere integrato mediante il solo svolgimento di un dottorato di ricerca.
  • Il dottorato di ricerca, in quanto percorso di formazione post-lauream finanziato mediante borsa di studio, non configura di per sé un rapporto di lavoro alle dipendenze dell'università né un servizio prestato in una posizione funzionale utile per l'accesso alla dirigenza.
  • La previsione del dottorato di ricerca quale titolo che consente di ridurre l'anzianità minima richiesta non autorizza a sostituire integralmente l'esperienza lavorativa con il titolo accademico: resta necessario il periodo minimo di servizio previsto dal bando e dalla legge.
  • L'inserimento di una determinata esperienza in una voce del format informatico per la presentazione della domanda non incide sulla sua qualificazione giuridica sostanziale e non può rendere computabile, ai fini concorsuali, un'attività che non possiede i requisiti richiesti dal bando.
  • Il principio del favor partecipationis non consente l'ammissione di candidati privi di un requisito sostanziale di partecipazione previsto dalla legge e dalla lex specialis; l'amministrazione deve applicare il requisito senza ampliamenti incompatibili con il bando.
  • Quando l'esclusione consegue in modo vincolato alla mancanza di un requisito espressamente previsto dal bando e il verbale indica chiaramente il periodo utile e la ragione dell'insufficienza, non sussistono né difetto di motivazione né illegittimità derivante dal favor partecipationis.

Come è indicizzato

MaterieConcorsi pubblici
RamiPubblico impiego e concorsi
SottomaterieRequisiti di ammissione ed esclusione dal concorso
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaPrincipio di legalità e tipicità

Testo integrale

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