Cassazione Penale, Sentenza n. 6576/2024 del 14/02/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che aveva rigettato l'istanza di dissequestro delle somme di denaro rinvenute su rapporti bancari intestati alla società. Il ricorrente sosteneva che, trattandosi di profitto del reato tributario consistente in "risparmio di spesa" (art. 10‑quater d.lgs. n. 74/2000), il profitto confiscabile è rappresentato dal saldo attivo al momento della consumazione del reato, per cui le somme affluite su conto acceso successivamente alla commissione del reato non possono costituire profitto diretto ma semmai oggetto di confisca per equivalente.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso infondato e ha confermato l'ordinanza impugnata: è legittimo il sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta delle somme rinvenute su conto intestato alla società anche se il conto è stato acceso in epoca successiva alla consumazione del reato. La Corte ha ritenuto applicabile al caso il principio generale affermato dalle Sezioni Unite (Sez. U, n. 42415/2021) secondo cui il denaro che rappresenta il profitto o il prezzo del reato va qualificato come bene soggetto a confisca diretta, estendendo tale principio anche alle ipotesi di profitto consistenti in risparmio di spesa. La Corte ha inoltre richiamato il principio secondo cui la dichiarazione di fallimento non osta al sequestro preventivo finalizzato alla confisca (Sez. U, n. 40797/2023). Pertanto il dissequestro richiesto è stato respinto.
Norme richiamate
art. 12‑bis d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74
Prevede la confisca del prezzo o del profitto del reato per i delitti tributari; la Corte interpreta la norma come autorizzante la confisca diretta anche quando il profitto si traduce in risparmio di spesa, senza richiedere prova della diretta derivazione della specifica somma dal reato
art. 10‑quater d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74
Rilevante per la fattispecie di indebite compensazioni contestata: il "profitto" è stato qualificato anche come risparmio di spesa derivante dal mancato versamento di imposte
art. 444 c.p.p.
Richiamato nel testo normativo di art. 12‑bis quale riferimento procedurale per l'applicazione della confisca in caso di applicazione della pena su richiesta delle parti
Sez. U, n. 42415 del 27/05/2021 (C.)
Principio generale: il denaro costituisce profitto o prezzo del reato e, se rappresenta l'accrescimento patrimoniale monetario, va qualificato come oggetto di confisca diretta anche senza prova dell'origine concreta della specifica somma; principio esteso ai risparmi di spesa
Sez. U, n. 40797 del 22/06/2023 (Fallimento Lavanderia Giglio)
Affermato che l'avvio della procedura fallimentare non impedisce l'adozione o la permanenza del sequestro preventivo finalizzato alla confisca per reati tributari; i beni attratti alla massa fallimentare non sono da considerare automaticamente "appartenenti a persona estranea al reato"
Sez. 3, n. 11086 del 04/02/2022 (Pulvirenti)
Arresto di segno contrario: ha ritenuto che somme affluite sul conto successivamente alla consumazione del reato non possono costituire profitto diretto e sono confiscabili solo per equivalente; citato come espressione del contrasto giurisprudenziale superato nel caso concreto
Sez. U, n. 10561 del 30/01/2014 (Gubert) e Sez. U, n. 31617 del 26/06/2015 (Lucci)
Giurisprudenza di riferimento che ha trattato l'ammissibilità della confisca diretta nei confronti di persone giuridiche che traggono profitto dai reati commessi dai loro rappresentanti; in particolare Lucci ha affermato che se il profitto è denaro la confisca diretta è possibile senza prova del nesso materiale tra la singola somma e il reato
Massime di principio
- Se il profitto del reato tributario è qualificato come "risparmio di spesa", la confisca diretta può comunque essere disposta anche per somme rinvenute nel patrimonio dell'ente successivamente alla consumazione del reato, alla luce del principio delle Sezioni Unite che considera il denaro come archetipico bene corrispettivo di valore
- La natura fungibile del denaro e la specifica formulazione dell'art. 12‑bis d.lgs. n. 74/2000 rendono possibile la confisca diretta senza la prova che la singola somma sequestrata derivi materialmente dal reato
- La dichiarazione di fallimento o l'apertura di una procedura concorsuale non escludono automaticamente il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per reati tributari: i beni attratti alla massa fallimentare possono essere comunque assoggettati a sequestro e confisca se richiesto dalla normativa penale
- In presenza di giurisprudenza contrastante (alcune pronunce escludono la confisca diretta per somme afflitte successivamente al reato), per ottenere la remissione alla Sezioni Unite occorre dimostrare l'esistenza di un conflitto non ancora ricomposto: tuttavia, dopo Sez. U n. 42415/2021 e successivi arresti, l'orientamento prevalente favorisce l'operatività della confisca diretta
- Nelle difese contro il sequestro/confsica è strategico dimostrare l'estraneità della provenienza delle somme o l'esistenza di diritti di terzi nella misura in cui ciò sia provabile, per cercare di limitare l'ablazione o ottenere la confisca per equivalente anziché diretta
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