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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30371/2023 del 12/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore generale ha censurato la Corte di appello per carenza di motivazione nella riqualificazione del capo A da tentato omicidio a lesioni personali, rilevando che la sentenza non ha spiegato in modo adeguato perché la condotta (ripetuti colpi di forbici al collo, torace e braccia) fosse inidonea a provocare la morte e priva di animus necandi. L'imputato Guastamacchia ha impugnato invece la conferma, da parte della Corte territoriale, dei capi B (violazione della misura restrittiva ex art. 282-ter c.p.) e C (possesso/uso delle forbici): per il capo B ha sostenuto che la visite/avvicinamento fosse giustificato dalla degenza del figlio; per il capo C ha lamentato la mancata indicazione delle modalità di acquisizione delle forbici.

La decisione

La Cassazione ha ritenuto fondato il ricorso del Procuratore generale e ha annullato la sentenza impugnata limitatamente alla qualificazione giuridica del reato indicato al capo A, disponendo il rinvio per nuovo giudizio alla Corte d'appello di Bolzano (da ridefinire la qualificazione tra tentato omicidio e lesioni). Ha invece respinto il ricorso proposto da Nicolò Guastamacchia: la Corte ha confermato che il suo avvicinamento alla moglie violate le prescrizioni dell'art. 282-ter c.p. senza preventiva autorizzazione e ha ritenuto irrilevante l'assenza di dettagli su come fossero state procurate le forbici, posto che l'imputato era già in possesso dello strumento al momento dell'aggressione. Conseguentemente, sono state confermate le condanne relative ai capi B e C e disposto il pagamento delle spese processuali da parte dell'imputato.

Norme richiamate

  • art. 56 cod. pen. (tentativo)

    La Corte richiama il principio secondo cui l'idoneità degli atti va valutata ex ante, considerando circostanze e modalità dell'azione per accertare la direzione teleologica della volontà dell'agente; l'univocità degli atti è essenziale per configurare il tentativo e per ricostruire l'animus necandi

  • art. 282-ter cod. pen. (misure restrittive e prescrizioni)

    Il divieto di avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla persona offesa e l'obbligo di mantenere distanza richiedono autorizzazione preventiva per eccezioni; la sola degenza del figlio non legittima l'elusione delle prescrizioni senza autorizzazione del giudice

  • art. 4 legge 18 aprile 1975, n. 110 (giustificato motivo per porto/possesso armi/strumenti)

    Il 'giustificato motivo' rilevante è quello manifestato immediatamente e verificabile sul posto; le giustificazioni dedotte a posteriori non sono idonee a giustificare la detenzione o l'uso dello strumento offensivo

Massime di principio

  • Per valutare il tentato omicidio va compiuta una valutazione ex ante dell'idoneità degli atti: non basta che le lesioni siano risultate 'superficiali', occorre motivare chiaramente perché la condotta non fosse idonea a uccidere, alla luce delle modalità e della sequenza dell'aggressione
  • L'univocità degli atti (coerenza teleologica tra atti preparatori ed esecutivi) è determinante per accertare l'animus necandi; il giudice deve esplicitare come le condotte concrete escludano o confermino la volontà omicida
  • Chi è sottoposto a misure restrittive ex art. 282-ter c.p. non può eludere le prescrizioni invocando esigenze personali di terzi (es. degenza di un congiunto) senza avere ottenuto preventiva autorizzazione dall'autorità che ha imposto la misura
  • La disponibilità di uno strumento offensivo al momento dell'evento è elemento probatorio rilevante: giustificazioni sul come lo strumento sia stato procurato devono essere immediate e verificabili; spiegazioni fornite retrospettivamente hanno scarso valore probatorio
  • In appello e in cassazione il vizio di motivazione sul punto decisivo della qualificazione giuridica (es. tentativo vs lesioni) può determinare l'annullamento parziale con rinvio se la Corte non ha adeguatamente ricostruito la direzione volitiva dell'agente

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