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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29632/2023 del 10/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha dedotto due censure: 1) vizio di motivazione per mancata o contraddittoria valutazione dell'interruzione del nesso di causalità tra la sua condotta (fuga alla guida della Seat Leon) e le lesioni subite dagli agenti, sostenendo che le lesioni furono causate da un terzo veicolo che si inserì improvvisamente nel flusso e dunque costituì causa sopravvenuta sufficiente; 2) travisamento del fatto e vizio di motivazione in relazione all'elemento soggettivo delle lesioni e del danneggiamento, contestando la qualificazione in dolo eventuale e sostenendo che si fosse al massimo in un caso di colpa cosciente, posto che lo scopo principale dell'imputato era semplicemente darsi alla fuga.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per genericità e manifesta infondatezza. Ha richiamato il principio della "doppia conforme" (consolidamento della motivazione di primo e secondo grado) e il requisito di specificità del ricorso per cassazione. Sul merito ha ritenuto che le corti di merito avessero adeguatamente motivato: il comportamento del De Marco aveva creato e accettato il rischio di ostacoli prevedibili durante l'inseguimento, integrando concause compatibili con la produzione dell'evento e non una causa sopravvenuta assolutamente anomala. Quanto al dolo eventuale, la Corte ha ritenuto che le circostanze fattuali (fuga prolungata, manovre spericolate, precedenti dell'imputato, durata e ripetizione della condotta, comportamento post factum e finalità della fuga, probabilità e gravità dell'evento) legittimassero la ricostruzione del dolo eventuale fatta dai giudici di merito. Il ricorso è quindi inammissibile; il ricorrente è condannato al pagamento delle spese e a versare €3000 alla Cassa delle ammende. La sentenza di condanna (2 anni e 4 mesi di reclusione per resistenza a P.U., lesioni personali aggravate a tre agenti e danneggiamento) è di fatto confermata in Cassazione per effetto dell'inammissibilità del ricorso.

Norme richiamate

  • art. 23, comma 8, d.l. n. 137 del 2020 (convertito)

    art. 23, comma 8, d.l. n. 137 del 2020, convertito con modificazioni dalla L. 18 dicembre 2020, n. 176

    norma richiamata per il rito cartolare e la trattazione in forma scritta del procedimento

  • art. 16, comma 1, d.l. 30 dicembre 2021, n. 228 (convertito)

    art. 16, comma 1, d.l. 30 dicembre 2021, n. 228, convertito dalla L. 25 febbraio 2022, n. 15

    ulteriore richiamo normativo relativo alla trattazione cartolare del procedimento

  • art. 606, comma 1, lett. b) e lett. e) cod. proc. pen.

    art. 606 comma 1 lett. b) ed e) cod. proc. pen.

    disciplinano i motivi di ricorso per cassazione (vizio di motivazione e travisamento della prova); la Corte ha ritenuto i motivi generici e non specifici

  • art. 606, comma 3, cod. proc. pen.

    art. 606 comma 3 cod. proc. pen.

    richiamato in relazione alla preclusione di questioni sulla determinazione della pena una volta dichiarata l'inammissibilità del ricorso

  • art. 616 cod. proc. pen.

    consente la condanna del ricorrente alle spese e ad una somma a favore della Cassa delle ammende in caso di inammissibilità

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    richiamato per i limiti di enunciazione dei motivi in cassazione (riferimento alla enunciazione nei limiti di legge)

  • art. 41 c.p. (comma 1 e comma 2)

    articolo 41, comma 2, c.p. e art. 41, comma 1, c.p.

    utilizzato per l'analisi del nesso causale e della figura della "causa sopravvenuta"; distingue tra equivalenza delle cause (condizionismo) e causa sopravvenuta "sufficientemente" autonoma tale da interrompere il nesso

  • art. 337 cod. pen.

    richiamato in merito ai limiti edittali della pena e alla compatibilità della pena inflitta con i limiti di legge (impedendo rilevanza d'ufficio di una mancata riduzione nel rito abbreviato)

Massime di principio

  • In caso di evento lesivo verificatosi nel corso di una condotta pericolosa (es. fuga automobilistica), la responsabilità del fuggitivo non è esclusa se la presenza di ostacoli o il comportamento di terzi era prevedibile o consentaneo alla scelta di azione: la causa sopravvenuta interrompe il nesso causale solo se assolutamente anomala e imprevedibile rispetto alla condotta originaria.
  • Quando decisioni di primo e secondo grado formano una cosiddetta "doppia conforme", la Cassazione limita il suo sindacato: i motivi generici che ripropongono le stesse argomentazioni già esaminate in appello sono inammissibili per mancata specificità.
  • Per distinguere dolo eventuale e colpa cosciente occorre un giudizio complessivo sui "facta concludentia": lontananza della condotta da quella doverosa; personalità e precedenti; durata e ripetizione dell'azione; comportamento successivo; finalità della condotta; probabilità dell'evento; conseguenze negative per l'agente. La configurabilità del dolo eventuale richiede rigore probatorio attorno alla rappresentazione e accettazione mentale dell'evento.
  • In cassazione, contestazioni per presunto travisamento della prova devono specificare quale dato probatorio sarebbe stato introdotto o valutato erroneamente in appello; in contesti di doppia conforme la deduzione deve dimostrare che l'elemento è stato valorizzato per la prima volta in secondo grado.
  • Le questioni penali attinenti alla quantificazione della pena nel rito abbreviato (es. mancata riduzione di un terzo) possono essere precluse in Cassazione se la pena concreta rimane entro i limiti edittali e non ne deriva illegittimità; tali profili, se non specificamente dedotti, possono risultare inattaccabili per inammissibilità del ricorso.

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