Sentenza del 18/12/2015 n. 25494 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale il privato
La controversia
Il Comune ha proposto un unico motivo, denunciando violazione e falsa applicazione dell’art. 5, commi 2, 3 e 4, del D.Lgs. n. 504/1992. Ha sostenuto che l’attribuzione della rendita catastale ha efficacia costitutiva e opera solo ex nunc, sicché per i periodi d’imposta anteriori all’attribuzione la base imponibile doveva essere determinata secondo il valore contabile, senza applicare retroattivamente la rendita.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso del Comune, confermando la decisione della Commissione Tributaria di II grado di Trento, sentenza n. 75/01/09, depositata il 29/09/2009, che aveva accolto l’appello della società contro la sentenza della Commissione tributaria di I grado di Trento n. 158/01/2007 e riconosciuto il rimborso dell’ICI versata in eccedenza per gli anni 1999-2005. La Corte ha applicato il principio secondo cui, per gli immobili di categoria D non iscritti in catasto e distintamente contabilizzati, il criterio contabile vale fino alla richiesta di attribuzione della rendita; da quel momento il contribuente aderisce al sistema catastale e può ottenere il rimborso dell’eventuale eccedenza, nei termini di legge. La richiesta di rimborso della società era stata presentata il 13/12/2006. Nessuna statuizione sulle spese, poiché la società intimata non si è costituita.
Norme richiamate
D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, art. 5, comma 3
In tema di ICI, il metodo di determinazione della base imponibile collegato alle iscrizioni contabili, previsto dal D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, art. 5, comma 3, per i fabbricati classificabili nel gruppo catastale D, non iscritti in catasto, interamente posseduti da imprese e distintamente contabilizzati, fino all'anno nel quale i medesimi sono iscritti in catasto con attribuzione di rendita, vale sino a che la richiesta di attribuzione della rendita non viene formulata, mentre, dal momento in cui fa la richiesta, il proprietario, pur applicando ormai in via precaria il metodo contabile, diventa titolare di una situazione giuridica nuova derivante dall'adesione al sistema generale della rendita catastale, sicchè può essere tenuto a pagare una somma maggiore (ove intervenga un accertamento in tali sensi), o avere diritto di pagare una somma minore, potendo, quindi, chiedere il relativo rimborso nei termini di legge.
Per i fabbricati di categoria D non iscritti in catasto, posseduti da imprese e contabilizzati separatamente, la richiesta di attribuzione della rendita segna il passaggio dal criterio contabile al sistema catastale. Da quel momento il proprietario può chiedere il rimborso dell’ICI eventualmente versata in eccedenza, nel rispetto dei termini di legge.
Massime di principio
- Per gli immobili di categoria D non ancora iscritti in catasto e distintamente contabilizzati, il criterio basato sui valori contabili si applica fino alla presentazione della richiesta di attribuzione della rendita catastale.
- La richiesta di attribuzione della rendita, e non la successiva comunicazione o materiale attribuzione, determina il passaggio al sistema catastale; da quel momento possono derivare sia maggiori somme dovute sia un diritto al rimborso dell’eccedenza, nei termini previsti.
- La mancata costituzione della parte intimata in Cassazione non impedisce l’esame del ricorso, ma comporta che non si provveda sulle spese in suo favore.
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